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giovedì 17 aprile 2014

Noah ( 2014)

Alle difficoltà di trasformare in un blockbuster di due ore e mezza le poche pagine della Genesi Aronofsky risponde tenendo il piede premuto sull'acceleratore. E' la Bibbia ma non ci neghiamo degli Optimus Prime-Ent di pietra che spazzano via l'assalto degli Uruk-hai figli di Caino.
Dio non è mai nominato, c'è un Creatore assente e c'è un uomo combattuto in un bel dilemma ( sterminare l'umanità o no?).

Russell Crowe, ridicolmente grasso d'alcol, è pur bravo a rendere quel conflitto. La Watson è un fiore. 

Noah con quel suo ecologismo spudorato e la sua facile morale potrebbe piacervi per la grandiosità delle sue scene di massa o annoiarvi per la sua ingenuità oppure come nel mio caso entrambe le cose.
 

martedì 8 aprile 2014

Lei - Her (2013)


-E le dà soddisfazione?
-Cosa?
-Essere acuto.
-Tanta.
-Continui pure allora... continui pure.


Ho sempre avuto una certa antipatia per i film che si fondano su un'idea brillante e tirano a campare per un'ora e mezza su quell'idea.
Robe tipo servizi del TG costume e società sulle nostre vite attaccate ai cellulari in metropolitana invece che far all'amore in Cinquecento, si ricorda Signò'?

Eppure la capacità di Spike Jonze di tenere in piedi questa storia delicata ai limiti del ridicolo ( e il rischio era forte con Joaquin Phoenix coi baffi e le camicie gialle che si ammazza di seghe)  è nell'universalità del vero messaggio del film.

Non credo che il punto del discorso sia la solita  tirata anti-tecnologica. Her parla di sentimenti in maniera plausibile e sentita come pochi altri, il fatto poi che sia una storia d'amore con una voce sintetizzata passa in secondo piano.

Due parole sul doppiaggio: Cadenza romanesca.

mercoledì 5 febbraio 2014

Dallas Buyers Club (2013)

Quando era piccolo l’Aids non c’era anzi c’era ma ce l’avevano solo i culattoni. Io non sapevo bene cosa fossero questi fantomatici culattoni però. Su Gente scrivevano che Rock Hudson era morto d’Aids, i miei fratelli pronunciavano Ro Cazzon e ridevano. Io non capivo ma nel dubbio ridevo. Poi uscì una pubblicità dove la gente in bianco e nero diventava viola e allora non ridevo più, continuavo a non capire ma avevo paura. Passano gli anni e Magic Johnson si prende il virus però è ricco e non muore, da quel momento in poi di Aids non si muore più. Altra lezione.La cura non si è mai trovata ma adesso l’eroina è da sfigati e i giovani arrivano all’età in cui si prende l’Aids che son già stufi del sesso anale quindi non si ammalano più. Fine.


Dallas Buyers club racconta la storia (vera) di Ron Woodroof che ammalatosi lotta contro quei brutti cattivoni delle compagnie farmaceutiche che vogliono a tutti i costi vendere l’AZT anche se fa male. Lui invece curava tutti con le vitamine.

Se questo è un gran film è grazie ai due protagonisti. Matthew vincerà l’Oscar che notoriamente è dato in base al coefficiente di dimagrimento  ( ( peso iniziale - peso finale) / peso iniziale) anche se a me è piaciuto di più Di Caprio. 

Jared Leto è bravo come sempre.


L’unico lato negativo del film è Jennifer Garner: con quella sua espressione a culo di gallina vi guarda stranita che sembra che se la fissate troppo a lungo vi aspira nel Nulla voi e tutti i vostri parenti e tutto il Cosmo.

giovedì 16 gennaio 2014

12 anni schiavo - 12 years a slave

La storia vera di un povero disgraziato che nell'America schiavista finisce per dodic'anni in una
piantagione è inevitabilmente una cosa toccante.
Oltre a questo però non riesco proprio a capire cosa ci sia di così particolare in questo film da avergli fatto meritare, notizia di oggi, nove nomination all'Oscar.
Certi argomenti evidentemente, lo dico senza amor di polemica, toccano la coscienza americana e son come un vento un poppa.
Però se vogliamo fare un parallelo con quanto aveva fatto nel 99 Benigni con l'Olocausto non c'è davvero paragone.
Lì davvero c'era stato un cambiamento di linguaggio per arrivare a presentare con forza una storia sentita così tante volte da renderci quasi insensibili.

Qui invece al di là del lato tecnico su cui non sono in grado di esprimermi non sono rimasto colpito anzi McQueen emotivamente più presente non mostra quello stile chirurgico che mi era piaciuto così tanto in Shame.

Tant'è, il cinema è fatto anche per raccontare delle storie che devono essere raccontate e comunque Fassbender fa sempre più paura.

mercoledì 15 gennaio 2014

Il capitale umano


L'idiozia delle polemiche che hanno anticipato il film ( "La Brianza non è così!) crea uno strano
effetto di metacinema mentre vediamo i protagonisti consultare La Prealpina.
Il fatto è che il film non esagera per nulla nel rappresentare la società Zampettiana che qui sottratta della sua simpatia ignorante risulta ancor più verosimile.

Poi non necessariamente doveva essere la Brianza, il Varesotto per esempio sarebbe andato benissimo.

Dino borghesuccio arrivista sfrutta le frequentazioni della figlia Serena col bel mondo per tentare il colpaccio con una grossa speculazione.  Ma si sa la finanza l'è na bruta bestia e in più si mettono di mezzo i giovani che quando bevono poi ci scappa il morto.

E' un gran film, bravi tutti soprattutto Bentivoglio viscido, sgradevole, disgustoso. La Bruni Tedeschi proprio non la sopporto ed è bravo Virzì a contenerla ( gli sfugge solo un paio di volte e scatta l'isteria).
Gifuni è una carogna senza fare la macchietta.Matilde Gioli fa il suo porco lavoro, ha un viso Hollywoodiano ed è così gentile da farci vedere le tette giovani e arroganti.

"sono fica ma sono anche complessa"
Se devo trovare qualcosa che non mi ha convinto è solito moralismo un po' ingenuo già presente un po' in tutta la filmografia di Virzì: i poveri sono buoni i ricchi cattivi.
Frasi come " Avete scommesso sulla rovina di questo paese e avete vinto" sembrano scritte apposta per esaltare il commentatore tipo del sito di Repubblica.

mercoledì 8 gennaio 2014

I sogni segreti di Walter Mitty - The Secret Life of Walter Mitty

Walter è un grigio archivista di Life. 
Innamorato di una collega e pieno di rimpianti per una vita che non ha mai vissuto preferisce ripararsi nelle proprie fantasie di rivalsa.
Sarò la ricerca di una particolare fotografia a spingerlo a riprendersi in mano il proprio destino.

Ben Stiller cerca di un uscire dal proprio solito ruolo da deficiente con questo remake di un film del Quarantasette di cui è anche regista.

Il tentativo riesce a metà nel senso che le parti più godibili del film sono proprio quelle in cui gli capitano le peggiori disavventure.

Il film in sé invece mi è piaciuto parecchio. Siamo nelle zone poetiche e paracule di Vita di Pi con in più l’efficace componente comica (discretamente inserita nel contesto della storia).

Manca rispetto al film di Lee la potenza delle immagini pur ricercata con tanti bellissimi panorami esotici. Sono però da segnalare un paio di belle sequenze, quelle in cui il protagonista inizia la propria riscossa, nelle quali Stiller si siede sapientemente sulle spalle di due grandi pezzi di Arcade Fire e Bowie ( ah, a quanto pare Space Oddity è chiamata “Major Tom” anche nell’originale).

Lo schema canzone + scena epica si ripeterà altre volte nel film, tanto da stancare.

Un buon film.

martedì 31 dicembre 2013

Don Jon (2013)


Jon Martello
( che nome fantastico) a forza di consumare porno ha sviluppato delle aspettative nei confronti del sesso che lo mettono in difficoltà a livello sentimentale. Specularmente a lui Barbara rovinata dalle commedie sentimentali si è trasformata da potenziale sogno ad incubo di ogni uomo.

L'esordio alla regia di Joseph Gordon Levitt è un film sorprendente nella sua freschezza, non molto nella sua originalità. Ha un'idea di fondo che sviluppa forse troppo esplicitamente ma con ferma lucidità attacca la società dell'immagine ( la stessa che ha reso milionari tutti i protagonisti del film)

Divertente grazie a personaggi molto caratterizzati e situazioni inevitabilmente spassose: le seghe fanno ridere e anche i tipi che passano molto tempo a pulire il tappeto. 

Un ottimo inizio per l'ex ragazzino prodigio figo-sfigato, quando imparerà ad essere meno diretto e meno intelligente potrà fare davvero centro.

Ah c'è molta Scarlett in abiti aderenti.

Buon Anno a tutti.

martedì 5 novembre 2013

Il gioco di Ender - Ender's game ( 2013)

Certi romanzi, certe storie esauriscono la loro forza nella lettura. Si va al cinema per curiosità .

Ender, un ragazzino scelto tra milioni per comandare la flotta terreste contro gli alieni, vive la propria battaglia prima di tutto dentro di sé, tra odio ed empatia.

Il romanzo è dell'85 e con tutti i soldi che stanno facendo coi Young Adult devono aver deciso che era il caso di proporre questo best seller.
Il problema del film è che cade nell'errore opposto al recente, pessimo, Hobbit. Qui molte delle tematiche che rendevano interessante il libro originale, le tante riflessioni morali e politiche, sono appena accennate o assenti per la necessità/incapacità di condensare il tutto nelle due ore scarse a disposizione.

Il risultato è un filmetto non malvagio, con una bella introduzione, un lungo ed un po' noioso corpo centrale alla scuola ed un breve e spettacolare combattimento finale.
Troppo poco. Un'occasione sprecata che rischia di rovinarvi il libro nel caso non l'abbiate letto.

sabato 26 ottobre 2013

Cani sciolti - 2 Guns

Il solito buddy movie, due tipi che uniti per uno strano destino si ritrovano a combattere contro tutto e contro
tutti con un po' di figa e tante esplosioni.

Quasi imbarazzante e fine a se stesso il citazionismo del primo Tarantino, non tanto in alcune scene ( le chiacchiere sulla mancia alla tavola calda) quanto nel tentativo fallito di scrivere dialoghi sul nulla eppure corrosivi e brillanti. 

Wahlberg e Washington, molto a loro agio in ruoli che più o meno hanno già recitato una decina di volte, inseriscono il pilota automatico e portano a casa la sufficienza.

Mi ha colpito una cosa in sala: certe battute che anni fa avrebbe sfatto spanzare il pubblico pagante non riuscivano a strappare più di una  risatina. Segno che anche il pubblico, non solo il cinema popolare, si è evoluto nei venticinque anni che ci separano dal primo Arma Letale.

Eppure, con tutte le sue limitazioni - soprattutto una certa puzza di vecchio- è un'ora e mezza di intrattenimento che letteralmente vola. Quindi in questo senso è un film riuscito.

sabato 5 ottobre 2013

Gravity (2013)

In orbita intorno alla terra un'astronauta ( nel senso di una astronautessa) lotta per sopravvivere ai
postumi di un incidente.

Sono andato a vedere Gravity dopo aver sentito pareri di critici, blogger grandi e piccoli, inviati gay di studio aperto e pure Vincenzo Mollica tutti entusiasti, gasati, capolavoro! OMG!!
Mi aspettavo quindi qualcosa di epico, uno di quei lavori inappuntabili e gloriosi, nati classici tipo Space Truckers...

Purtroppo al termine della  visione posso solo dire che Gravity è un gran bel film, nulla di più.
Un film perfetto esteticamente con un feeling documentaristico ed un uso sobrio e sensato del 3D ( vi consiglio di guardarlo in 3D io che dopo un film in 3D devo prendermi 25 gocce di Novalgina) però manca qualcosa. Uno non in grado di esprimersi bene direbbe che è un film freddo e a volte ingenuo. Un po' artsy nell'espressione del sempre lucido urban dictionary ( in una scena che puzzava di Kubrik Lei fluttua in posizione fetale e mi son sentito preso per un cretino).
La Bullock sta invecchiando benissimo ed è sorprende in un ruolo da novella Sigourney Weaver. Potrebbe essersi aperto per lei un filone alternativo alle commedie vaginali.
George invece gigioneggia come fosse una pubblicità del Nespresso.

Un ultima critica: sarà una mia deformazione professionale da nerd ma un film che si mette il nome Gravity e viola così sfrontatamente e ripetutamente le leggi più fondamentali della fisica ha una mancanza di rigorosità paragonabile ad un film storico che sbaglia le date per far tornare i conti nella sceneggiatura.

Ho parlato solo delle cose negative per quelle positive ( che sono tantissime) potrete leggervi il 99% di tutte le altre recensioni che troverete su internet.
...sulla vite svitata in senso orario stavo per uscire dalla sala.

martedì 3 settembre 2013

I maghi del crimine - Now you see me (2013)

Mi piace essere sintetico ma non lo sarò mai quanto i traduttori italiani per cui il titolo deve forzatamente diventare una simpatica sinossi.

Farò del mio meglio però:

Quattro maghi dalle diverse abilità sono riuniti da un personaggio misterioso con la finalità di portare a termine il colpo del secolo. Si metteranno sulle loro tracce un burbero ispettore dell'FBI e un' incantevole e inesperta poliziotta dell'Interpol.

Portare i giochi di prestigio al cinema non ha molto senso. Sappiamo tutti che basta fermare la telecamera e infilare il coniglio nel cappello per fregare tutti. Nolan lo ha fatto però e con risultati eccellenti quindi Louis Leterrier ( quello di Transporter e Danny the Dog)  deve essersi detto che si può fare.
Confesso di essermi messo a guardare questo film principalmente per la presenza di Mélanie Laurent aspettandomi un'idiozia invece il risultato è un divertentissimo heist movie.
Né i personaggi né la trama mi hanno particolarmente esaltato per la verità: poco sviluppati i primi ( un cast esagerato, troppi protagonisti) e banalotta la seconda (la storiella d'amore poi è totalmente inutile).

E' bravo Leterrier nel dare al film il ritmo giusto per noi stancare anche noi spettatore cinici ed annoiati.
Una sorpresa.


P.S.1
Ho scritto che non ha molto senso fare un film sui giochi di prestigio ma in effetti questo non lo è, è un film su dei prestigiatori. Volevo però attaccare quelli che si esaltano davanti ai video su Youtube di personaggi tipo Dynamo.

P.S.2

Se avete amato The Prestige leggetevi il libro da cui è stato tratto (l'autore è Christopher Priest, lo stesso che ha scritto Existenz).Non sarà Delitto e Castigo ma la storia degli Illusionisti Borden e Angier è sviluppata con un respiro che meriterebbe una miniserie in grande stile
Nolan l'aveva ridotta e modificata per le proprie esigenze con grande fatica.
Già che ci sono vi lascio con una bella frase trovata su Wikipedia dello stesso regista

"Il regista, ancora più che il romanziere è molto simile ad un mago nel modo in cui scegliamo di rivelare le informazioni, cosa dire al pubblico e quando il punto di vista in cui trasciniamo la platea. Usiamo queste tecniche per ingannare il pubblico, per trascinarlo in vari vicoli ciechi e false piste e via dicendo, e infine speriamo a una conclusione narrativa soddisfacente"

P.S.3

Per quanto riguarda The Prestige non era meglio il libro

venerdì 30 agosto 2013

Una vita esagerata - A Life Less Ordinary (1997)





Questo film mi ha fatto una strana impressione perché il 1997 nel mio immaginario è l'altro ieri invece
guardandolo  mi è sembrato che non fossero passati sedic'anni ma una trentina.
Quelle giacche non me le ricordavo con tutte quelle spalline, la vita dei pantaloni a livello sovraombelicale, le donne coi capelli laccati e gli uomini col caschetto. E poi quella musica Drum and bass, che mi ricordavo come il suono del futuro, poco più che uno stunz stunz lamentoso.

Passa il tempo!

Vabbé, la trama:

Due angeli-cupìdi devono riuscire nell'impresa disperata di far innamorare Robert e Celine.
Robert è uno spazzino aspirante scrittore che una volta licenziato decide di rapire l'annoiata Celine, la figlia del proprio megaboss.
Il problema è che la ragazza è molto più sveglia di lui e presto prenderà in mano la situazione. Come due burattinai gli angeli manovreranno perché l'amore trionfi.

Il fatto che non avessi ancora visto 'sto film nonostante Danny Boyle sia uno dei miei registi preferiti significherà qualcosa?

E' un road movie messo giù coi toni della commedia brillante e purtroppo è un film inutile e noioso. Il montaggio voleva essere veloce ma risulta invece confusionario, la trama è slegata, i personaggi abbozzati.
Addirittura anche l'uso delle musiche,aspetto che Boyle solitamente cura con particolare attenzione, è goffo (la bellissima Leave dei REM è messa li a caso).

Si salvano gli attori in particolare Cameron Diaz, la festeggiata, che qui arrivava dal successo del Matrimonio del mio migliore amico e con piacere rivediamo bella come era, forse un po' di più.

Anni Novanta anche nei Banner ;)

Questo post è solo uno tra quelli della combriccola di blogger che oggi festeggiano il Cameron Diaz Day



Eccovi gli altri:

Movies Maniac
Scrivenny
Recensioni Ribelli
Era meglio il libro
Director's cult
Pensieri cannibali
Bollalmanacco
Coocking Movies
Montecristo

e auguri Cameron!


martedì 20 agosto 2013

Gummo (1997)

Tempo fa parlavo con un conoscente di Kubrick e questi mi disse che al tempo era andato a vedere Arancia
Meccanica e dovette uscire dal cinema non riuscendo a sopportare la crudezza delle immagini presenti.
Risposi con un'alzata di sopracciglio.

Eppure l'altra sera stava per succedermi una cosa simile con Gummo.
Nella parte iniziale di questo film si indugia insopportabilmente ( per me) in scene di violenza su dei poveri gatti.
Ammazzate pure qualche migliaio di cristiani ma lasciate stare i gatti per cortesia.

Stavo per spegnere però sarebbe stato come arrendersi alla provocazione di quel malato di mente di Harmony Korine così ho proseguito con la visione e non me ne sono pentito.

Solomon e Tummler sono due giovani rifiuti umani. Vagano per Xenia in Ohia , paesino precedentemente distrutto da un tornato e quindi già preventivamente punito dagli dei, guadagnandosi qualche spicciolo vendendo gatti morti ad un ristorante per poi godere delle grazie di una giovane prostituta ritardata.

Un quadro umano svilente, nel degrado morale e fisico, personaggi brutti e cattivi senza il sollievo di un affetto e  nemmeno la speranza di una redenzione.

Ok Korine hai vinto tu, adesso vomito

Korine che filmerà i bikini al neon di Spring Breakers ci mette davanti le luci crepuscolari di questo inferno sulla terra sfidandoci a tenere gli occhi aperti. Tranne qualche momento stucchevole ( la scena rivoltante del ragazzino che mangia mentre fa il bagno è troppo facile) è un film che colpisce.

lunedì 29 luglio 2013

Mud (2012)

Presentato a Cannes 2012 e non distribuito in Italia. Due fattori che sono quasi una garanzia per questo Mud
opera terza per Jeff Nichols già regista del buon Take Shelter.

La sorpresa di questo film è la conferma, dopo Killer Joe, delle capacità attoriali di Matthew McConaughey passato da essere il cane che si stende nudo sul divano di D&G a grande attore.
Un paio di scene con gli addominali al vento comunque non se le nega neanche qui.

Ma che film è questo Mud?

Immaginatevi una location tipo Re della terra selvaggia ma con meno acqua. Il genere invece è un po' il coming of age alla Stand by me ma più incazzato.

Ellis e Neckbone ( Tom e Hackelberry?) sono due ragazzini con la faccia da River Phoenix che grazie ad una situazione famigliare non propriamente rosea possono vagare liberamente a bordo della loro barchetta scassata sul  delta del fiume Arkansas.
Su un isolotto trovano un Mud (Matthew M.), un fuggitivo bisognoso di aiuto.
Neckbone ha già le idee chiare e vuole sapere cosa può ottenere in cambio dei suoi sforzi. Ellis ( il vero protagonista del film) è ancora un sognatore incapace di restare fermo di fronte alle ingiustizie ma indeciso se abbandonarsi o meno al cinismo come han fatto tutti quanti lo circondano.

Farà bene ad aiutare Mud, eroe romantico disposto a tutto pur di salvare la sua bella ( e qui inutile ) Reese Witherspoon oppure finirà cornuto e mazziato come al solito?

Con mezzora in meno sarebbe stato un gran film, verso metà rallenta troppo. Sarà che col digitale si risparmia sulla pellicola ma ormai troppi film superano inutilmente le due ore.

Per fortuna sul finale svuotano i caricatori e si riprende in pieno. Ve lo consiglio.

venerdì 19 luglio 2013

Tutti pazzi per Rose - Populaire (2012)

Normandia, 1958. Rose è una ragazza simpatica, paciosa e imprevedibile e scappa dalla campagna dove l'attendeva un matrimonio programmato per cercar fortuna come segretaria in città. Qui trova Louis, un capoufficio pronto a soprassedere alla sua manifesta incapacità per spingerla invece a coltivare il proprio unico talento: la velocità a battere a macchina...

Forse perché abituato agli standard altissimi delle ultime produzioni francesi sono rimasto abbastanza deluso da questa pur piacevole commediola.
Tutti pazzi per Rose si riduce essere un training movie non particolarmente riuscito che sfrutta bene l'ambientazione e i toni da film americano anni Cinquanta ma che nella scelta di rimanere fedele a certi cliché di genere non propone nulla di nuovo. Se però adorate i colori confetto e a casa vostra avete risintonizzato i canali per mettere Real Time TV sull'1 questo è il vostro film.

Sempre bravo Romain Duris, assicuratore piacione e vena drammatica della storia nel suo rapporto difficile col padre e nell'amore mancato con la pregiatissima Bérénice Bejo.
Déborah François con quei lineamenti da cerbiatta maliziosa è perfetta per il suo ruolo.

Qualcuno ha tirato in ballo Amélie, a me è venuto in mente più che altro Bridget Jones...

Un film da vedere in compagnia femminile quando vi sentite sì generosi ma neanche proprio masochisti.

martedì 9 luglio 2013

Spring breakers (2013)

Quattro woo-girl raccimolano con una rapina i soldi per andare a sfasciarsi in Florida. Lì incontrano un irriconoscibile James Franco ad iniziarle alla thug life.

Film straniante (vi chiederete "che cazzo abbiamo appena visto?!") e nel contempo efficace rappresentazione di questa generazione idiota.
Paradigma e parodia del film-videoclip, ironico e paraculo nell'indugiare in lunghe sequenze di tette e culi, pistole, belle macchine e thresome in piscina.

Il Nulla non è trasparente e silenzioso ma ha dei fantastici colori fluo e suona con le bellissime musiche singhiozzanti di Skrillex.
Veloce, diretto,divertente ma attenzione, siamo in zona Sindrome da Donnie Darko: condito furbescamente di simboli non va forse iperanalizzato per poi trovarsi fra qualche anno col dubbio di aver sopravvalutato un innocua sciocchezza.

Questa non è la prima generazione che Harmony Korine distrugge: già nel '95 ( a 19 anni!) aveva scritto la sceneggiatura di quel film tremendo che fu KIDS: giovani meno stupidi delle sciacquette di Spring Breakers ma molto, molto più cattivi.  Se non l'avete visto recuperatelo assolutamente.

venerdì 28 giugno 2013

Candidato a sorpresa - The Campaign (2012)

Costruito su misura sulle grandi personalità dei due protagonisti (Will Ferrell e Zach Galifianakis) è un filmetto godibile in grado di richiamare la leggerezza di certe commedie americane degli anni Ottanta con Chevy Chase e Dan Aykroyd (che qui ha una piccola parte).


Cam Brady ( Ferrel) è un senatore fannullone e puttanerie abituato a vincere ogni volta le elezioni senza rivali. Sul suo cammino viene messo Marty Huggings (Galifianakis) utile idiota e inconsapevole burattino manovrato da una multinazionale in combutta coi Cinesi.

Alcune buone trovate e dei timidi tentativi di spostare l'asticella un po' più in su ( il pugno in faccia in diretta ad un neonato non si era ancora mai visto!) non sono sufficienti a dar mordente ad un film di satira politica all'acqua di rose.

Ferrel e Galifianakis, due fenomeni, non sono esenti da una certa a tendenza a strafare vedansi certe inutili tirate istrioniche che un regista con più polso si sarebbe preoccupato di contenere.

Un film innocuo ma in grado di regalare qualche risata.

mercoledì 12 giugno 2013

Come un tuono - The Place Beyond the Pines (2012)

Luke ( Ryan Gosling) motociclista acrobatico mette incinta un'amica 
 (Eva Mendes) e per provare a darle un
futuro degno si dà alle rapine in banca. Sulla sua strada si mette il poliziotto Avery ( Bradley Cooper)...

Questo è solo l'inizio, andare avanti col riassunto significherebbe spoilerare. Il fatto è che come malcostume vuole questo film è stato venduto per quello che non è ovvero una sorta di Drive su due ruote.
Ci troviamo invece di fronte ad un dramma diviso o meglio spezzato in tre episodi nella quale Gosling si prende la prima parte, Cooper la seconda ed il giovane Dane DeHaan ( pazzoide nel bellissimo Chronicle) la terza.

Nella parte iniziale, la migliore, c'è un'ottima tensione e Gosling è efficace col suo solito sguardo da psyco-procione.

Debole la seconda.  Bradley Cooper, il solito bambolotto, scappa dal poliziotto corrotto Ray Liotta ( una scena in cui deve piangere mi ha fatto tornare in mente una mitica clip da Dawson Creek).

Dalle recensioni che avevo letto mi aspettavo molto di peggio soprattutto per quanto poco mi fosse piaciuto Blue Valentine dello stesso Cianfrance. Un film che tocca forse troppe tematiche  (la violenza, la voglia di riscatto, l'ambizione, la colpa, il perdono) senza approfondirne nessuna ma che nonostante una colpevole disomogeneità mi è piaciuto.

ps

Non centra niente ma che paura fa Ray Liotta? Ve la ricordate questa scena?



domenica 9 giugno 2013

The Rum Diary - Cronache di una passione (2011)



Oggi Johnny Depp compie cinquant'anni e ci sentiamo tutti più vecchi.
Quando un mito come lui, uno da live fast day young passa i cinquanta è facile trovargli da dire. Mica tutti tutti possono morire a ventisette anni.
Johnny purtroppo è invecchiato e male, non fisicamente ( certo il botox abbonda sulla sua faccia) però sembra aver perso il tocco magico di inizio carriera. Non sbagliava un film.
Adesso è diventato mainstream e cosa c'è di peggio ?

Questo film sconclusionato che ho scelto per celebrarlo era un po' che ce l'aveva in canna. Pensate che nasce da un racconto del suo amico Hunter Thompson che Johnny stesso ha recuperato tra le carte del gonzo journalist.

E' la storia semi autobiografica dello stesso Hunter che va a Porto Rico per provare a fare il giornalista dopo un'inizio carriera fallimentare a New York come scrittore.  Nel film non succede niente, anche nel libro non succedeva niente però il libro era meglio. Un nihilismo sincero. Poi il protagonista del racconto aveva 23 anni, Johnny ne ha 50, sai com'è...

Da segnalare Amber Heard.

Wino Forever così ti vogliamo ricordare
Vi lascio i link degli altri film bellissimi che i miei compari di blog hanno scelto per celebrare Johnny a cui, per quante Dreamwork face insista a fare, voglio tanto bene.



50/50 Thriller
Bette Davis Eyes
Bollalmanacco di cinema
Combinazione casuale
Director's cult
Era meglio il libro
Il Cinema spiccio
In central perk
Montecristo
Movies Maniac
Pensieri Cannibali
Recensioni ribelli
Scrivenny
The Obsidian Mirror
Triccotraccofobia
Viaggiando (meno)
White Russian Cinema
Criticissimamente



venerdì 31 maggio 2013

Assassinio sull'Eiger - The Eiger sanction (1975)






Oggi 31 Maggio è il compleanno di Clint Eastwood.
Da un'idea di Frank Manila un bel gruppo di blog di cinema lo celebra con la recensione di uno dei suoi film e ci sono anch'io.
Ecco la sigla.





Abituato ormai a vederlo come un Maestro mi ero un po' dimenticato il personaggio con cui da bambino lo avevo conosciuto: il classico son-of-a-bitch con gli stivali di pitone e lo sguardo di uno a cui è meglio non rompere le scatole.

Ho quindi deciso di recensirgli questo bel filmetto d'azione, forse un'opera minore ma molto rappresentativa di una lunga fase della sua carriera.

Ma che film è sto Assassinio sull'Eiger di cui non avevo mai sentito parlare?

E' il 1975 reduce dai successi dell'Ispettore Callahan e dopo aver girato già tre pellicole come regista Clint decide di ricavare dal romanzo di Trevanian un film con pochi fronzoli.

Il dottore Dr. Jonathan Hemlock è un'insegnante d'arte con un passato da killer a pagamento per la CIA e la passione per l'alpinismo.
E' il classico sbruffone misogeno, razzista, avido e vendicativo.
L'Agenzia lo richiama in servizio per un ultimo omicidio. L'unica informazione è che il target fa  parte di una spedizione di scalatori della parete nord dell'Eiger, montagna che il Dr. Hemlock ha già tentato di scalare due volte senza successo.
Parte subito per la Svizzera...

Questo film ricalca con un tono incrudito e semplificato certi film di James Bond di quegli anni. Non c'è nessun personaggio positivo però. I soldi, l'inganno e la vendetta sono il motore della storia che si conclude lasciando intendere che in un mondo di cattivi Hemlock sia il peggiore di tutti.

Eastwood invece di pensare ad approfondire i personaggi sembra preoccuparsi più che altro della spettacolarità delle immagini. Nella parte centrale del film c'è una scena in cui, senza controfigura, si arrampica su un torrione in mezzo alla Monument Valley: da pelle d'oca.


In merito a questo riporto un piccolo aneddoto che vale più di mille parole su Clint in questo giorno di celebrazioni.
La scalata finale all'Eiger volle fosse filmata sui percorsi reali senza usare immagini di repertorio o ambientazioni fittizie. Insistenze con la produzione su cui la ebbe vinta al prezzo della vita di uno degli operatori a cui finì una pietra in testa ( proprio come ad uno dei personaggi del film).
Sono cose inconcepibili al giorno d'oggi.

Eastwood era convinto che usare controfigure fosse una roba da fighetti e ci teneva molto far sapere a tutti quanto fosse un duro. Ecco cosa disse a Roger Ebert al tempo dell'uscita del film:

"Non voglio usare stuntman perché voglio usare teleobiettivi e zoomare lentamente sulla mia faccia così che si veda che sono veramente io. Tempo fa mi sono un po' travestito e mi sono infilato ad un' anteprima del film per vedere le reazioni del pubblico. In una scena in cui ero appeso per aria la donna di fronte a me disse all'amica "Cavoli vorrei sapere come han fatto a girarla", e l'amica rispose " Effetti speciali".

Che dire, Clint Eastwood sarà pure un po' fascio però è troppo il migliore.



Qui di seguito tutti i link delle recensioni degli altri blog.

Grazie a Pio per l'header ed il bellissimo video di anteprima.

50/50 Thriller - Fino a prova contraria
500 film insieme - I ponti di Madison County
Bette Davis Eyes - J. Edgar
Bollalmanacco di cinema - Mezzanotte nel giardino del bene e del male
Combinazione Casuale - Per un pugno di dollari
Director's cult - Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo
Era meglio il libro - Assassinio sull'Eiger
Ho voglia di cinema - Mystic River
Il cinema spiccio - La recluta
In central perk - Invictus
La Fabbrica dei sogni - Million dollar baby
Montecristo - Cacciatore bianco cuore nero
Movies Maniac - Gran Torino
Pensieri Cannibali - Changeling
Scrivenny - Gli spietati
Triccotraccofobia - Un mondo perfetto
Viaggiando (meno) - Fuga da Alcatraz
White Russian Cinema - Space Cowboys
Le maratone di un bradipo cinefilo - Hereafter