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martedì 5 novembre 2013

Il gioco di Ender - Ender's game ( 2013)

Certi romanzi, certe storie esauriscono la loro forza nella lettura. Si va al cinema per curiosità .

Ender, un ragazzino scelto tra milioni per comandare la flotta terreste contro gli alieni, vive la propria battaglia prima di tutto dentro di sé, tra odio ed empatia.

Il romanzo è dell'85 e con tutti i soldi che stanno facendo coi Young Adult devono aver deciso che era il caso di proporre questo best seller.
Il problema del film è che cade nell'errore opposto al recente, pessimo, Hobbit. Qui molte delle tematiche che rendevano interessante il libro originale, le tante riflessioni morali e politiche, sono appena accennate o assenti per la necessità/incapacità di condensare il tutto nelle due ore scarse a disposizione.

Il risultato è un filmetto non malvagio, con una bella introduzione, un lungo ed un po' noioso corpo centrale alla scuola ed un breve e spettacolare combattimento finale.
Troppo poco. Un'occasione sprecata che rischia di rovinarvi il libro nel caso non l'abbiate letto.

venerdì 30 agosto 2013

Una vita esagerata - A Life Less Ordinary (1997)





Questo film mi ha fatto una strana impressione perché il 1997 nel mio immaginario è l'altro ieri invece
guardandolo  mi è sembrato che non fossero passati sedic'anni ma una trentina.
Quelle giacche non me le ricordavo con tutte quelle spalline, la vita dei pantaloni a livello sovraombelicale, le donne coi capelli laccati e gli uomini col caschetto. E poi quella musica Drum and bass, che mi ricordavo come il suono del futuro, poco più che uno stunz stunz lamentoso.

Passa il tempo!

Vabbé, la trama:

Due angeli-cupìdi devono riuscire nell'impresa disperata di far innamorare Robert e Celine.
Robert è uno spazzino aspirante scrittore che una volta licenziato decide di rapire l'annoiata Celine, la figlia del proprio megaboss.
Il problema è che la ragazza è molto più sveglia di lui e presto prenderà in mano la situazione. Come due burattinai gli angeli manovreranno perché l'amore trionfi.

Il fatto che non avessi ancora visto 'sto film nonostante Danny Boyle sia uno dei miei registi preferiti significherà qualcosa?

E' un road movie messo giù coi toni della commedia brillante e purtroppo è un film inutile e noioso. Il montaggio voleva essere veloce ma risulta invece confusionario, la trama è slegata, i personaggi abbozzati.
Addirittura anche l'uso delle musiche,aspetto che Boyle solitamente cura con particolare attenzione, è goffo (la bellissima Leave dei REM è messa li a caso).

Si salvano gli attori in particolare Cameron Diaz, la festeggiata, che qui arrivava dal successo del Matrimonio del mio migliore amico e con piacere rivediamo bella come era, forse un po' di più.

Anni Novanta anche nei Banner ;)

Questo post è solo uno tra quelli della combriccola di blogger che oggi festeggiano il Cameron Diaz Day



Eccovi gli altri:

Movies Maniac
Scrivenny
Recensioni Ribelli
Era meglio il libro
Director's cult
Pensieri cannibali
Bollalmanacco
Coocking Movies
Montecristo

e auguri Cameron!


venerdì 19 luglio 2013

Tutti pazzi per Rose - Populaire (2012)

Normandia, 1958. Rose è una ragazza simpatica, paciosa e imprevedibile e scappa dalla campagna dove l'attendeva un matrimonio programmato per cercar fortuna come segretaria in città. Qui trova Louis, un capoufficio pronto a soprassedere alla sua manifesta incapacità per spingerla invece a coltivare il proprio unico talento: la velocità a battere a macchina...

Forse perché abituato agli standard altissimi delle ultime produzioni francesi sono rimasto abbastanza deluso da questa pur piacevole commediola.
Tutti pazzi per Rose si riduce essere un training movie non particolarmente riuscito che sfrutta bene l'ambientazione e i toni da film americano anni Cinquanta ma che nella scelta di rimanere fedele a certi cliché di genere non propone nulla di nuovo. Se però adorate i colori confetto e a casa vostra avete risintonizzato i canali per mettere Real Time TV sull'1 questo è il vostro film.

Sempre bravo Romain Duris, assicuratore piacione e vena drammatica della storia nel suo rapporto difficile col padre e nell'amore mancato con la pregiatissima Bérénice Bejo.
Déborah François con quei lineamenti da cerbiatta maliziosa è perfetta per il suo ruolo.

Qualcuno ha tirato in ballo Amélie, a me è venuto in mente più che altro Bridget Jones...

Un film da vedere in compagnia femminile quando vi sentite sì generosi ma neanche proprio masochisti.

martedì 18 giugno 2013

Hates - House at the End of the Street (2012)

Questo è un thriller che fa finta di essere un horror, una porcheria che fa finta di essere una figata di film.

Elissa (Jennifer Lawrence) insieme alla madre Sarah( la ben conservata Elisabeth Shue) si trasferisce in provincia. Nella casa vicina alla loro anni prima era stato commesso un terribile duplice omicidio ad opera di una bambina impazzita...

Nella scena iniziale la ragazzina coi capelli sulla faccia cammina verso l'obbiettivo e non si capisce se sia una parodia, una citazione o semplicemente un'idiozia.
Il regista cerca lo spavento con facili espedienti ma fallisce miseramente.

Il film si barcamena fino alla fine con una sensazione svilente di già visto a parte un dignitoso colpo di scena  che uno spettatore più attento di me probabilmente avrebbe intuito ben prima.

La Lawrence spesso gradevolmente sudata  fa di tutto per dare spessore ad un personaggio stereotipato ed in parte vi riesce.
Da vedere solo in mancanza d'altro.

domenica 9 giugno 2013

The Rum Diary - Cronache di una passione (2011)



Oggi Johnny Depp compie cinquant'anni e ci sentiamo tutti più vecchi.
Quando un mito come lui, uno da live fast day young passa i cinquanta è facile trovargli da dire. Mica tutti tutti possono morire a ventisette anni.
Johnny purtroppo è invecchiato e male, non fisicamente ( certo il botox abbonda sulla sua faccia) però sembra aver perso il tocco magico di inizio carriera. Non sbagliava un film.
Adesso è diventato mainstream e cosa c'è di peggio ?

Questo film sconclusionato che ho scelto per celebrarlo era un po' che ce l'aveva in canna. Pensate che nasce da un racconto del suo amico Hunter Thompson che Johnny stesso ha recuperato tra le carte del gonzo journalist.

E' la storia semi autobiografica dello stesso Hunter che va a Porto Rico per provare a fare il giornalista dopo un'inizio carriera fallimentare a New York come scrittore.  Nel film non succede niente, anche nel libro non succedeva niente però il libro era meglio. Un nihilismo sincero. Poi il protagonista del racconto aveva 23 anni, Johnny ne ha 50, sai com'è...

Da segnalare Amber Heard.

Wino Forever così ti vogliamo ricordare
Vi lascio i link degli altri film bellissimi che i miei compari di blog hanno scelto per celebrare Johnny a cui, per quante Dreamwork face insista a fare, voglio tanto bene.



50/50 Thriller
Bette Davis Eyes
Bollalmanacco di cinema
Combinazione casuale
Director's cult
Era meglio il libro
Il Cinema spiccio
In central perk
Montecristo
Movies Maniac
Pensieri Cannibali
Recensioni ribelli
Scrivenny
The Obsidian Mirror
Triccotraccofobia
Viaggiando (meno)
White Russian Cinema
Criticissimamente



mercoledì 10 aprile 2013

Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato (2012)

Fatti i soldi con Il Signore degli Anelli si son detti: "facciamone altri, facili".

Noi invece facciamo un rapido conto. Al netto dei vari Director's cut, la prima trilogia durava circa 9 ore. I tre libri contano 1400 pagine. Fanno 2.6 pagine ogni minuto di film.

La trilogia dell'Hobbit durerà altrettanto basandosi sulle 250 pagine del prequel: sono mezza pagina a minuto di film!

Ok, questa è arte, e l'arte non la si misura, ma non sarà che, a parità di medium, la minestra è stato troppo allungata?
Come un amico mi ha giustamente fatto notare ci mettono un'ora ad uscire dalla baracca all'inizio, ma cos'è?  Tolkien o Proust che si rigira nel letto?

L'Hobbit mi ha annoiato e fatto arrabbiare. E' un'occasione sprecata e un tradimento che da uno come Peter Jackson non posso tollerare.

giovedì 4 aprile 2013

Finalmente la felicità (2011)

Si parte con la De Filippi. C'e posta per Benedetto, un musicista sfigato della Toscana profonda.
Dall'altra parte del muro semovente c'è la sorellastra brasiliana Luna, non l'aveva mai conosciuto e gli ha voluto fare una sorpresa. 
Benedetto se ne innamorerà e a forza di gag e buoni sentimenti vincerà pure la concorrenza di un manzo dell'Isola dei Famosi.

In due righe ho citato la De Filippi ed un reality adesso scrivo "merda" ed eccovi servita una tripletta.

Dirlo nel 2013 può far un certo effetto eppure c'è stato un momento, tanti tanti anni fa, in cui il cinema di Pieraccioni ha avuto un senso.

A metà degli anni Novanta la commedia italiana, fedele come il virus dell'influenza al suo mutevole ripetersi stagionale, veniva sconvolta dal successo inatteso di un giovane regista toscano.

Ne I Laureati e soprattutto nei successivi Il ciclone e Fuochi d'artificio Pieraccioni portò nelle sale strapiene i suoi paesaggi di provincia edulcorati e didascalici eppure luminosi, allegri, ottimisti.
Senza avere l'intelligenza e il talento di Benigni sembrava quasi avere una sua poetica.

Vederlo dopo vent'anni  portare in scena lo stesso personaggio, nello stesso paesino collinare, con l'ennesima modella maldoppiata e senza nemmeno la cattiveria di quel bestemmiatore impenitente di Ceccherini purtroppo lascia solo una sensazione di amara malinconia.

martedì 26 febbraio 2013

Cloud Atlas (2012)


Cloud Atlas una film di fantascenza ad episodi di produzione europea. Il soggetto nasce da un romanzo omonimo di David Mitchel ed è difficilmente riassumibile in questa sede (diciamo che non ho voglia).

Ci sono sei storie che nei secoli in qualche modo si incrociano. Gli attori tra cui spiccano i volti più noti di Halle Barry,Hugh Grant e Tom Hanks si riciclano tra un ruolo e l'altro.

Ci sono sicuramente molti simboli dietro a queste grandi storie che ci vengono narrate. Però, sarò io troppo cinico, dopo tre ore di visione non mi è rimasto molto.

Certo ci sono scene spettacolari ed effetti speciali molto ben fatti a dimostrazione che in Europa non siamo solo capaci di fare film in cui della gente litiga intorno al tavolo della cucina ( nello specifico quelli siamo noi Italiani)

Guardami, ho un Neo?
Su Imdb ha preso 7.8 quindi a tanti è piaciuto. Forse chi ha letto il libro ha colto pienamente il significato ma un film fatto come si deve è un'opera autonoma (vedi cosa faceva Kubrick dei libri a cui si ispirava). 
Purtroppo non ho proprio capito che cosa mi si volesse dire: non mi è arrivato il messaggio sempre che ci fosse.

Può darsi benissimo che sia una mia limitazione ma l'impressione è che questo sia semplicimente un film totalmente pretenzioso al pari dei due orrendi seguiti di Matrix.

mercoledì 30 gennaio 2013

Carnage (2011)

Su un palcoscenico, no scusate, in un appartamento a New York due coppie si incontrano a seguito di una lite tra i figli. Questo il presupposto per una commedia che riesce a non annoiare troppo soprattutto grazie alla relativa brevità (un'ora e venti, bene così). 
La trama procede per contrasti che, concedetemelo, non sono così distanti da quelli di un film a caso dei fratelli Vanzina. 
Dagli iniziali attriti dettati dallo scontro tra i figli, si passa a quello tra piccola e media borghesia passando poi a questioni politiche: la visione del mondo liberal della Foster contro quella cinica dell'avvocato Cristoph Waltz.
Man mano che il muro di ipocrisia non riesce più a contenere l'astio emergono quelle che sono le pulsioni più bestiali facendo prima vacillare l'unione delle due coppie per poi far coalizzare gli uomini, lasciando le due controparti  femminili unite soltanto dalla propria frustrata solitudine.

Mi ero ripromesso di non far discorsi da studente fuoricorso di Scienze della Comunicazione e non ce l'ho fatta.

I personaggi sono dei cliché come se ne incontrano a centinaia nella realtà, da un film ci si aspetta qualcosa in più no? Anche da mi aspetto qualcosa in più
Carnage è un adattamento di un'opera teatrale in cui in nessun momento compare una pistola. Non si può quindi imputargli di non averla mai fatta sparare.