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martedì 8 aprile 2014

Lei - Her (2013)


-E le dà soddisfazione?
-Cosa?
-Essere acuto.
-Tanta.
-Continui pure allora... continui pure.


Ho sempre avuto una certa antipatia per i film che si fondano su un'idea brillante e tirano a campare per un'ora e mezza su quell'idea.
Robe tipo servizi del TG costume e società sulle nostre vite attaccate ai cellulari in metropolitana invece che far all'amore in Cinquecento, si ricorda Signò'?

Eppure la capacità di Spike Jonze di tenere in piedi questa storia delicata ai limiti del ridicolo ( e il rischio era forte con Joaquin Phoenix coi baffi e le camicie gialle che si ammazza di seghe)  è nell'universalità del vero messaggio del film.

Non credo che il punto del discorso sia la solita  tirata anti-tecnologica. Her parla di sentimenti in maniera plausibile e sentita come pochi altri, il fatto poi che sia una storia d'amore con una voce sintetizzata passa in secondo piano.

Due parole sul doppiaggio: Cadenza romanesca.

mercoledì 5 febbraio 2014

Dallas Buyers Club (2013)

Quando era piccolo l’Aids non c’era anzi c’era ma ce l’avevano solo i culattoni. Io non sapevo bene cosa fossero questi fantomatici culattoni però. Su Gente scrivevano che Rock Hudson era morto d’Aids, i miei fratelli pronunciavano Ro Cazzon e ridevano. Io non capivo ma nel dubbio ridevo. Poi uscì una pubblicità dove la gente in bianco e nero diventava viola e allora non ridevo più, continuavo a non capire ma avevo paura. Passano gli anni e Magic Johnson si prende il virus però è ricco e non muore, da quel momento in poi di Aids non si muore più. Altra lezione.La cura non si è mai trovata ma adesso l’eroina è da sfigati e i giovani arrivano all’età in cui si prende l’Aids che son già stufi del sesso anale quindi non si ammalano più. Fine.


Dallas Buyers club racconta la storia (vera) di Ron Woodroof che ammalatosi lotta contro quei brutti cattivoni delle compagnie farmaceutiche che vogliono a tutti i costi vendere l’AZT anche se fa male. Lui invece curava tutti con le vitamine.

Se questo è un gran film è grazie ai due protagonisti. Matthew vincerà l’Oscar che notoriamente è dato in base al coefficiente di dimagrimento  ( ( peso iniziale - peso finale) / peso iniziale) anche se a me è piaciuto di più Di Caprio. 

Jared Leto è bravo come sempre.


L’unico lato negativo del film è Jennifer Garner: con quella sua espressione a culo di gallina vi guarda stranita che sembra che se la fissate troppo a lungo vi aspira nel Nulla voi e tutti i vostri parenti e tutto il Cosmo.

mercoledì 8 gennaio 2014

I sogni segreti di Walter Mitty - The Secret Life of Walter Mitty

Walter è un grigio archivista di Life. 
Innamorato di una collega e pieno di rimpianti per una vita che non ha mai vissuto preferisce ripararsi nelle proprie fantasie di rivalsa.
Sarò la ricerca di una particolare fotografia a spingerlo a riprendersi in mano il proprio destino.

Ben Stiller cerca di un uscire dal proprio solito ruolo da deficiente con questo remake di un film del Quarantasette di cui è anche regista.

Il tentativo riesce a metà nel senso che le parti più godibili del film sono proprio quelle in cui gli capitano le peggiori disavventure.

Il film in sé invece mi è piaciuto parecchio. Siamo nelle zone poetiche e paracule di Vita di Pi con in più l’efficace componente comica (discretamente inserita nel contesto della storia).

Manca rispetto al film di Lee la potenza delle immagini pur ricercata con tanti bellissimi panorami esotici. Sono però da segnalare un paio di belle sequenze, quelle in cui il protagonista inizia la propria riscossa, nelle quali Stiller si siede sapientemente sulle spalle di due grandi pezzi di Arcade Fire e Bowie ( ah, a quanto pare Space Oddity è chiamata “Major Tom” anche nell’originale).

Lo schema canzone + scena epica si ripeterà altre volte nel film, tanto da stancare.

Un buon film.

martedì 31 dicembre 2013

Don Jon (2013)


Jon Martello
( che nome fantastico) a forza di consumare porno ha sviluppato delle aspettative nei confronti del sesso che lo mettono in difficoltà a livello sentimentale. Specularmente a lui Barbara rovinata dalle commedie sentimentali si è trasformata da potenziale sogno ad incubo di ogni uomo.

L'esordio alla regia di Joseph Gordon Levitt è un film sorprendente nella sua freschezza, non molto nella sua originalità. Ha un'idea di fondo che sviluppa forse troppo esplicitamente ma con ferma lucidità attacca la società dell'immagine ( la stessa che ha reso milionari tutti i protagonisti del film)

Divertente grazie a personaggi molto caratterizzati e situazioni inevitabilmente spassose: le seghe fanno ridere e anche i tipi che passano molto tempo a pulire il tappeto. 

Un ottimo inizio per l'ex ragazzino prodigio figo-sfigato, quando imparerà ad essere meno diretto e meno intelligente potrà fare davvero centro.

Ah c'è molta Scarlett in abiti aderenti.

Buon Anno a tutti.

martedì 5 novembre 2013

Il gioco di Ender - Ender's game ( 2013)

Certi romanzi, certe storie esauriscono la loro forza nella lettura. Si va al cinema per curiosità .

Ender, un ragazzino scelto tra milioni per comandare la flotta terreste contro gli alieni, vive la propria battaglia prima di tutto dentro di sé, tra odio ed empatia.

Il romanzo è dell'85 e con tutti i soldi che stanno facendo coi Young Adult devono aver deciso che era il caso di proporre questo best seller.
Il problema del film è che cade nell'errore opposto al recente, pessimo, Hobbit. Qui molte delle tematiche che rendevano interessante il libro originale, le tante riflessioni morali e politiche, sono appena accennate o assenti per la necessità/incapacità di condensare il tutto nelle due ore scarse a disposizione.

Il risultato è un filmetto non malvagio, con una bella introduzione, un lungo ed un po' noioso corpo centrale alla scuola ed un breve e spettacolare combattimento finale.
Troppo poco. Un'occasione sprecata che rischia di rovinarvi il libro nel caso non l'abbiate letto.

sabato 5 ottobre 2013

Gravity (2013)

In orbita intorno alla terra un'astronauta ( nel senso di una astronautessa) lotta per sopravvivere ai
postumi di un incidente.

Sono andato a vedere Gravity dopo aver sentito pareri di critici, blogger grandi e piccoli, inviati gay di studio aperto e pure Vincenzo Mollica tutti entusiasti, gasati, capolavoro! OMG!!
Mi aspettavo quindi qualcosa di epico, uno di quei lavori inappuntabili e gloriosi, nati classici tipo Space Truckers...

Purtroppo al termine della  visione posso solo dire che Gravity è un gran bel film, nulla di più.
Un film perfetto esteticamente con un feeling documentaristico ed un uso sobrio e sensato del 3D ( vi consiglio di guardarlo in 3D io che dopo un film in 3D devo prendermi 25 gocce di Novalgina) però manca qualcosa. Uno non in grado di esprimersi bene direbbe che è un film freddo e a volte ingenuo. Un po' artsy nell'espressione del sempre lucido urban dictionary ( in una scena che puzzava di Kubrik Lei fluttua in posizione fetale e mi son sentito preso per un cretino).
La Bullock sta invecchiando benissimo ed è sorprende in un ruolo da novella Sigourney Weaver. Potrebbe essersi aperto per lei un filone alternativo alle commedie vaginali.
George invece gigioneggia come fosse una pubblicità del Nespresso.

Un ultima critica: sarà una mia deformazione professionale da nerd ma un film che si mette il nome Gravity e viola così sfrontatamente e ripetutamente le leggi più fondamentali della fisica ha una mancanza di rigorosità paragonabile ad un film storico che sbaglia le date per far tornare i conti nella sceneggiatura.

Ho parlato solo delle cose negative per quelle positive ( che sono tantissime) potrete leggervi il 99% di tutte le altre recensioni che troverete su internet.
...sulla vite svitata in senso orario stavo per uscire dalla sala.

martedì 10 settembre 2013

Love BiteS (Serie TV 2012)

L'altra settimana avevo un bisogno impellente di scaricare una commedia sentimentale.
Per la ricerca mi rivolsi come di consueto al quartierino di blogger specializzati che frequento. In particolare il buon Cannibale mi aveva indirizzato ad un certo Love Bite che sembrava non troppo impegnativo per quel paio di neuroni che avevo a disposizione al momento.

Cazo volle che la mia consueta frenesia nel digitare abbinata ad un calo di memoria ormai inarrestabile mi portarono a cercare il torrent di "Love BiteS", con una s di troppo.

Mi trovai quindi poco dopo sull'hard disk otto puntate di una serie TV invece di un unico, bellissimo, film.

Decisi comunque di dargli una possibilità incuriosito dalla coincidenza e già pregustando di scriverne una recensione con un godibilissimo incipit...


Love bites è una serie televisiva antologica come recita wikipedia ( e anche oggi abbiamo imparato una cosa nuova). In pratica al tempo delle riprese la protagonista rimase incinta e non potendo dare piena disponibilità costrinse la produzione a cambiare piani.

Gli episodi vennero riscritti: ognuno, diviso in tre parti, porta avanti in parallelo le storie di diversi protagonisti contornati da personaggi ricorsivi.

Le dinamiche di coppia sono l'argomento principale. Il tono è molto leggero e brillante e nel complesso è la
scrittura il punto di forza di questo prodotto che risulta essere in un certo senso anomalo (e infatti non è stata confermata una seconda stagione)

Gli attori hanno volti già visti, tutti seconde file di altre serie: Greg Grunberg (Heroes, Alias,Felicity), Becki Newton ( Ugly Betty, HIMYM) quelli che spiccano.

Una vera sorpresa, televisivamente parlando una delle cose migliori che ho visto in questa stagione.

Ora aggiungo sempre una S quando cerco qualcosa.

martedì 3 settembre 2013

I maghi del crimine - Now you see me (2013)

Mi piace essere sintetico ma non lo sarò mai quanto i traduttori italiani per cui il titolo deve forzatamente diventare una simpatica sinossi.

Farò del mio meglio però:

Quattro maghi dalle diverse abilità sono riuniti da un personaggio misterioso con la finalità di portare a termine il colpo del secolo. Si metteranno sulle loro tracce un burbero ispettore dell'FBI e un' incantevole e inesperta poliziotta dell'Interpol.

Portare i giochi di prestigio al cinema non ha molto senso. Sappiamo tutti che basta fermare la telecamera e infilare il coniglio nel cappello per fregare tutti. Nolan lo ha fatto però e con risultati eccellenti quindi Louis Leterrier ( quello di Transporter e Danny the Dog)  deve essersi detto che si può fare.
Confesso di essermi messo a guardare questo film principalmente per la presenza di Mélanie Laurent aspettandomi un'idiozia invece il risultato è un divertentissimo heist movie.
Né i personaggi né la trama mi hanno particolarmente esaltato per la verità: poco sviluppati i primi ( un cast esagerato, troppi protagonisti) e banalotta la seconda (la storiella d'amore poi è totalmente inutile).

E' bravo Leterrier nel dare al film il ritmo giusto per noi stancare anche noi spettatore cinici ed annoiati.
Una sorpresa.


P.S.1
Ho scritto che non ha molto senso fare un film sui giochi di prestigio ma in effetti questo non lo è, è un film su dei prestigiatori. Volevo però attaccare quelli che si esaltano davanti ai video su Youtube di personaggi tipo Dynamo.

P.S.2

Se avete amato The Prestige leggetevi il libro da cui è stato tratto (l'autore è Christopher Priest, lo stesso che ha scritto Existenz).Non sarà Delitto e Castigo ma la storia degli Illusionisti Borden e Angier è sviluppata con un respiro che meriterebbe una miniserie in grande stile
Nolan l'aveva ridotta e modificata per le proprie esigenze con grande fatica.
Già che ci sono vi lascio con una bella frase trovata su Wikipedia dello stesso regista

"Il regista, ancora più che il romanziere è molto simile ad un mago nel modo in cui scegliamo di rivelare le informazioni, cosa dire al pubblico e quando il punto di vista in cui trasciniamo la platea. Usiamo queste tecniche per ingannare il pubblico, per trascinarlo in vari vicoli ciechi e false piste e via dicendo, e infine speriamo a una conclusione narrativa soddisfacente"

P.S.3

Per quanto riguarda The Prestige non era meglio il libro

venerdì 30 agosto 2013

Una vita esagerata - A Life Less Ordinary (1997)





Questo film mi ha fatto una strana impressione perché il 1997 nel mio immaginario è l'altro ieri invece
guardandolo  mi è sembrato che non fossero passati sedic'anni ma una trentina.
Quelle giacche non me le ricordavo con tutte quelle spalline, la vita dei pantaloni a livello sovraombelicale, le donne coi capelli laccati e gli uomini col caschetto. E poi quella musica Drum and bass, che mi ricordavo come il suono del futuro, poco più che uno stunz stunz lamentoso.

Passa il tempo!

Vabbé, la trama:

Due angeli-cupìdi devono riuscire nell'impresa disperata di far innamorare Robert e Celine.
Robert è uno spazzino aspirante scrittore che una volta licenziato decide di rapire l'annoiata Celine, la figlia del proprio megaboss.
Il problema è che la ragazza è molto più sveglia di lui e presto prenderà in mano la situazione. Come due burattinai gli angeli manovreranno perché l'amore trionfi.

Il fatto che non avessi ancora visto 'sto film nonostante Danny Boyle sia uno dei miei registi preferiti significherà qualcosa?

E' un road movie messo giù coi toni della commedia brillante e purtroppo è un film inutile e noioso. Il montaggio voleva essere veloce ma risulta invece confusionario, la trama è slegata, i personaggi abbozzati.
Addirittura anche l'uso delle musiche,aspetto che Boyle solitamente cura con particolare attenzione, è goffo (la bellissima Leave dei REM è messa li a caso).

Si salvano gli attori in particolare Cameron Diaz, la festeggiata, che qui arrivava dal successo del Matrimonio del mio migliore amico e con piacere rivediamo bella come era, forse un po' di più.

Anni Novanta anche nei Banner ;)

Questo post è solo uno tra quelli della combriccola di blogger che oggi festeggiano il Cameron Diaz Day



Eccovi gli altri:

Movies Maniac
Scrivenny
Recensioni Ribelli
Era meglio il libro
Director's cult
Pensieri cannibali
Bollalmanacco
Coocking Movies
Montecristo

e auguri Cameron!


martedì 27 agosto 2013

Quell'idiota di nostro fratello - Our idiot brother (2011)

Una commedia costruita su una struttura fin troppo collaudata che riesce a divertire nonostante qualche evidente limite.

Le vite di tre donne newyorkesi, bloccate dall'ipocrisia e dal cinismo in una malcelata infelicità, vengono sconvolte dall'arrivo di Ned, il fratello campagnolo, l'idiota del titolo.

Paul Rudd prosegue nel suo, diciamo, approfondimento della figura del 30/40 enne con la sindrome di Peter Pan ed è qui a suo agio nel portare in scena questa specie di Adriano Celentano di certe commedie travestito da Drugo Lebowski.

Ned è un idiota nella sua accezione dostoevskiana  ma è anche un po' proprio un deficiente. La forza comica del film sta qui, nelle situazioni imbarazzanti che il candore di Ned provoca e nei guai in un cui si mette per la propria inadeguatezza alla vita urbana.

Tanti bravi attori tra cui Zooey Deschanel come sempre nel ruolo di se stessa ( leggetivi questo bell'articolo su Rivista Studio).

Qualche momento morto ed un risultato non proprio organico eppure il film è piacevole e merita di essere visto.

martedì 20 agosto 2013

Gummo (1997)

Tempo fa parlavo con un conoscente di Kubrick e questi mi disse che al tempo era andato a vedere Arancia
Meccanica e dovette uscire dal cinema non riuscendo a sopportare la crudezza delle immagini presenti.
Risposi con un'alzata di sopracciglio.

Eppure l'altra sera stava per succedermi una cosa simile con Gummo.
Nella parte iniziale di questo film si indugia insopportabilmente ( per me) in scene di violenza su dei poveri gatti.
Ammazzate pure qualche migliaio di cristiani ma lasciate stare i gatti per cortesia.

Stavo per spegnere però sarebbe stato come arrendersi alla provocazione di quel malato di mente di Harmony Korine così ho proseguito con la visione e non me ne sono pentito.

Solomon e Tummler sono due giovani rifiuti umani. Vagano per Xenia in Ohia , paesino precedentemente distrutto da un tornato e quindi già preventivamente punito dagli dei, guadagnandosi qualche spicciolo vendendo gatti morti ad un ristorante per poi godere delle grazie di una giovane prostituta ritardata.

Un quadro umano svilente, nel degrado morale e fisico, personaggi brutti e cattivi senza il sollievo di un affetto e  nemmeno la speranza di una redenzione.

Ok Korine hai vinto tu, adesso vomito

Korine che filmerà i bikini al neon di Spring Breakers ci mette davanti le luci crepuscolari di questo inferno sulla terra sfidandoci a tenere gli occhi aperti. Tranne qualche momento stucchevole ( la scena rivoltante del ragazzino che mangia mentre fa il bagno è troppo facile) è un film che colpisce.

lunedì 29 luglio 2013

Mud (2012)

Presentato a Cannes 2012 e non distribuito in Italia. Due fattori che sono quasi una garanzia per questo Mud
opera terza per Jeff Nichols già regista del buon Take Shelter.

La sorpresa di questo film è la conferma, dopo Killer Joe, delle capacità attoriali di Matthew McConaughey passato da essere il cane che si stende nudo sul divano di D&G a grande attore.
Un paio di scene con gli addominali al vento comunque non se le nega neanche qui.

Ma che film è questo Mud?

Immaginatevi una location tipo Re della terra selvaggia ma con meno acqua. Il genere invece è un po' il coming of age alla Stand by me ma più incazzato.

Ellis e Neckbone ( Tom e Hackelberry?) sono due ragazzini con la faccia da River Phoenix che grazie ad una situazione famigliare non propriamente rosea possono vagare liberamente a bordo della loro barchetta scassata sul  delta del fiume Arkansas.
Su un isolotto trovano un Mud (Matthew M.), un fuggitivo bisognoso di aiuto.
Neckbone ha già le idee chiare e vuole sapere cosa può ottenere in cambio dei suoi sforzi. Ellis ( il vero protagonista del film) è ancora un sognatore incapace di restare fermo di fronte alle ingiustizie ma indeciso se abbandonarsi o meno al cinismo come han fatto tutti quanti lo circondano.

Farà bene ad aiutare Mud, eroe romantico disposto a tutto pur di salvare la sua bella ( e qui inutile ) Reese Witherspoon oppure finirà cornuto e mazziato come al solito?

Con mezzora in meno sarebbe stato un gran film, verso metà rallenta troppo. Sarà che col digitale si risparmia sulla pellicola ma ormai troppi film superano inutilmente le due ore.

Per fortuna sul finale svuotano i caricatori e si riprende in pieno. Ve lo consiglio.

martedì 9 luglio 2013

Spring breakers (2013)

Quattro woo-girl raccimolano con una rapina i soldi per andare a sfasciarsi in Florida. Lì incontrano un irriconoscibile James Franco ad iniziarle alla thug life.

Film straniante (vi chiederete "che cazzo abbiamo appena visto?!") e nel contempo efficace rappresentazione di questa generazione idiota.
Paradigma e parodia del film-videoclip, ironico e paraculo nell'indugiare in lunghe sequenze di tette e culi, pistole, belle macchine e thresome in piscina.

Il Nulla non è trasparente e silenzioso ma ha dei fantastici colori fluo e suona con le bellissime musiche singhiozzanti di Skrillex.
Veloce, diretto,divertente ma attenzione, siamo in zona Sindrome da Donnie Darko: condito furbescamente di simboli non va forse iperanalizzato per poi trovarsi fra qualche anno col dubbio di aver sopravvalutato un innocua sciocchezza.

Questa non è la prima generazione che Harmony Korine distrugge: già nel '95 ( a 19 anni!) aveva scritto la sceneggiatura di quel film tremendo che fu KIDS: giovani meno stupidi delle sciacquette di Spring Breakers ma molto, molto più cattivi.  Se non l'avete visto recuperatelo assolutamente.

lunedì 1 luglio 2013

Rectify (2013)

Ciò che colpisce di questa miniserie non è certo l'originalità dell'argomento.
Scagionato dopo 19 anni nel braccio della morte Daniel torna alla natìa Redneckville. Non c'è però la classica impostazione che ci si attenderebbe date queste premesse. Dove in altri Crime Drama il protagonista prendeva in pugno il proprio destino e andava a caccia del vero colpevole (Life) qui tutto è votato all'introspezione.
Daniel si muove come un alieno in un luogo e in un tempo che non è più il suo circondato da compaesani indisposti ad accoglierlo e da famigliari incapaci di trovare una chiave di lettura per mettersi in comunicazione con lui.
Dalla solitudine nella sua cameretta di teenager quarantenne torna ai momenti infiniti in cella alla ricerca disperata di un equilibrio tra filosofia e disperazione.
Sullo sfondo un processo che rischia di riaprirsi e il mistero dell'omicidio Hannah quasi una sottotrama che si dipana più tradizionalmente sulla falsariga di Twin Peaks o del più recente The Killing.

Pur nell'estrema lentezza Rectify è molto ben recitato ( impossibile rimanere impassibili di fronte al volto triste di Daniel portato in scena da Aden Young)  e soprattutto scritto con mano fermissima.

Purtroppo sei episodi bastano appena per cominciare a conoscere i protagonisti e vista l'ultimissima scena, di fronte ad un anno di attesa, rimane un grande senso di vuoto.

venerdì 28 giugno 2013

Candidato a sorpresa - The Campaign (2012)

Costruito su misura sulle grandi personalità dei due protagonisti (Will Ferrell e Zach Galifianakis) è un filmetto godibile in grado di richiamare la leggerezza di certe commedie americane degli anni Ottanta con Chevy Chase e Dan Aykroyd (che qui ha una piccola parte).


Cam Brady ( Ferrel) è un senatore fannullone e puttanerie abituato a vincere ogni volta le elezioni senza rivali. Sul suo cammino viene messo Marty Huggings (Galifianakis) utile idiota e inconsapevole burattino manovrato da una multinazionale in combutta coi Cinesi.

Alcune buone trovate e dei timidi tentativi di spostare l'asticella un po' più in su ( il pugno in faccia in diretta ad un neonato non si era ancora mai visto!) non sono sufficienti a dar mordente ad un film di satira politica all'acqua di rose.

Ferrel e Galifianakis, due fenomeni, non sono esenti da una certa a tendenza a strafare vedansi certe inutili tirate istrioniche che un regista con più polso si sarebbe preoccupato di contenere.

Un film innocuo ma in grado di regalare qualche risata.

martedì 18 giugno 2013

Hates - House at the End of the Street (2012)

Questo è un thriller che fa finta di essere un horror, una porcheria che fa finta di essere una figata di film.

Elissa (Jennifer Lawrence) insieme alla madre Sarah( la ben conservata Elisabeth Shue) si trasferisce in provincia. Nella casa vicina alla loro anni prima era stato commesso un terribile duplice omicidio ad opera di una bambina impazzita...

Nella scena iniziale la ragazzina coi capelli sulla faccia cammina verso l'obbiettivo e non si capisce se sia una parodia, una citazione o semplicemente un'idiozia.
Il regista cerca lo spavento con facili espedienti ma fallisce miseramente.

Il film si barcamena fino alla fine con una sensazione svilente di già visto a parte un dignitoso colpo di scena  che uno spettatore più attento di me probabilmente avrebbe intuito ben prima.

La Lawrence spesso gradevolmente sudata  fa di tutto per dare spessore ad un personaggio stereotipato ed in parte vi riesce.
Da vedere solo in mancanza d'altro.

mercoledì 12 giugno 2013

Come un tuono - The Place Beyond the Pines (2012)

Luke ( Ryan Gosling) motociclista acrobatico mette incinta un'amica 
 (Eva Mendes) e per provare a darle un
futuro degno si dà alle rapine in banca. Sulla sua strada si mette il poliziotto Avery ( Bradley Cooper)...

Questo è solo l'inizio, andare avanti col riassunto significherebbe spoilerare. Il fatto è che come malcostume vuole questo film è stato venduto per quello che non è ovvero una sorta di Drive su due ruote.
Ci troviamo invece di fronte ad un dramma diviso o meglio spezzato in tre episodi nella quale Gosling si prende la prima parte, Cooper la seconda ed il giovane Dane DeHaan ( pazzoide nel bellissimo Chronicle) la terza.

Nella parte iniziale, la migliore, c'è un'ottima tensione e Gosling è efficace col suo solito sguardo da psyco-procione.

Debole la seconda.  Bradley Cooper, il solito bambolotto, scappa dal poliziotto corrotto Ray Liotta ( una scena in cui deve piangere mi ha fatto tornare in mente una mitica clip da Dawson Creek).

Dalle recensioni che avevo letto mi aspettavo molto di peggio soprattutto per quanto poco mi fosse piaciuto Blue Valentine dello stesso Cianfrance. Un film che tocca forse troppe tematiche  (la violenza, la voglia di riscatto, l'ambizione, la colpa, il perdono) senza approfondirne nessuna ma che nonostante una colpevole disomogeneità mi è piaciuto.

ps

Non centra niente ma che paura fa Ray Liotta? Ve la ricordate questa scena?



domenica 9 giugno 2013

The Rum Diary - Cronache di una passione (2011)



Oggi Johnny Depp compie cinquant'anni e ci sentiamo tutti più vecchi.
Quando un mito come lui, uno da live fast day young passa i cinquanta è facile trovargli da dire. Mica tutti tutti possono morire a ventisette anni.
Johnny purtroppo è invecchiato e male, non fisicamente ( certo il botox abbonda sulla sua faccia) però sembra aver perso il tocco magico di inizio carriera. Non sbagliava un film.
Adesso è diventato mainstream e cosa c'è di peggio ?

Questo film sconclusionato che ho scelto per celebrarlo era un po' che ce l'aveva in canna. Pensate che nasce da un racconto del suo amico Hunter Thompson che Johnny stesso ha recuperato tra le carte del gonzo journalist.

E' la storia semi autobiografica dello stesso Hunter che va a Porto Rico per provare a fare il giornalista dopo un'inizio carriera fallimentare a New York come scrittore.  Nel film non succede niente, anche nel libro non succedeva niente però il libro era meglio. Un nihilismo sincero. Poi il protagonista del racconto aveva 23 anni, Johnny ne ha 50, sai com'è...

Da segnalare Amber Heard.

Wino Forever così ti vogliamo ricordare
Vi lascio i link degli altri film bellissimi che i miei compari di blog hanno scelto per celebrare Johnny a cui, per quante Dreamwork face insista a fare, voglio tanto bene.



50/50 Thriller
Bette Davis Eyes
Bollalmanacco di cinema
Combinazione casuale
Director's cult
Era meglio il libro
Il Cinema spiccio
In central perk
Montecristo
Movies Maniac
Pensieri Cannibali
Recensioni ribelli
Scrivenny
The Obsidian Mirror
Triccotraccofobia
Viaggiando (meno)
White Russian Cinema
Criticissimamente



venerdì 31 maggio 2013

Assassinio sull'Eiger - The Eiger sanction (1975)






Oggi 31 Maggio è il compleanno di Clint Eastwood.
Da un'idea di Frank Manila un bel gruppo di blog di cinema lo celebra con la recensione di uno dei suoi film e ci sono anch'io.
Ecco la sigla.





Abituato ormai a vederlo come un Maestro mi ero un po' dimenticato il personaggio con cui da bambino lo avevo conosciuto: il classico son-of-a-bitch con gli stivali di pitone e lo sguardo di uno a cui è meglio non rompere le scatole.

Ho quindi deciso di recensirgli questo bel filmetto d'azione, forse un'opera minore ma molto rappresentativa di una lunga fase della sua carriera.

Ma che film è sto Assassinio sull'Eiger di cui non avevo mai sentito parlare?

E' il 1975 reduce dai successi dell'Ispettore Callahan e dopo aver girato già tre pellicole come regista Clint decide di ricavare dal romanzo di Trevanian un film con pochi fronzoli.

Il dottore Dr. Jonathan Hemlock è un'insegnante d'arte con un passato da killer a pagamento per la CIA e la passione per l'alpinismo.
E' il classico sbruffone misogeno, razzista, avido e vendicativo.
L'Agenzia lo richiama in servizio per un ultimo omicidio. L'unica informazione è che il target fa  parte di una spedizione di scalatori della parete nord dell'Eiger, montagna che il Dr. Hemlock ha già tentato di scalare due volte senza successo.
Parte subito per la Svizzera...

Questo film ricalca con un tono incrudito e semplificato certi film di James Bond di quegli anni. Non c'è nessun personaggio positivo però. I soldi, l'inganno e la vendetta sono il motore della storia che si conclude lasciando intendere che in un mondo di cattivi Hemlock sia il peggiore di tutti.

Eastwood invece di pensare ad approfondire i personaggi sembra preoccuparsi più che altro della spettacolarità delle immagini. Nella parte centrale del film c'è una scena in cui, senza controfigura, si arrampica su un torrione in mezzo alla Monument Valley: da pelle d'oca.


In merito a questo riporto un piccolo aneddoto che vale più di mille parole su Clint in questo giorno di celebrazioni.
La scalata finale all'Eiger volle fosse filmata sui percorsi reali senza usare immagini di repertorio o ambientazioni fittizie. Insistenze con la produzione su cui la ebbe vinta al prezzo della vita di uno degli operatori a cui finì una pietra in testa ( proprio come ad uno dei personaggi del film).
Sono cose inconcepibili al giorno d'oggi.

Eastwood era convinto che usare controfigure fosse una roba da fighetti e ci teneva molto far sapere a tutti quanto fosse un duro. Ecco cosa disse a Roger Ebert al tempo dell'uscita del film:

"Non voglio usare stuntman perché voglio usare teleobiettivi e zoomare lentamente sulla mia faccia così che si veda che sono veramente io. Tempo fa mi sono un po' travestito e mi sono infilato ad un' anteprima del film per vedere le reazioni del pubblico. In una scena in cui ero appeso per aria la donna di fronte a me disse all'amica "Cavoli vorrei sapere come han fatto a girarla", e l'amica rispose " Effetti speciali".

Che dire, Clint Eastwood sarà pure un po' fascio però è troppo il migliore.



Qui di seguito tutti i link delle recensioni degli altri blog.

Grazie a Pio per l'header ed il bellissimo video di anteprima.

50/50 Thriller - Fino a prova contraria
500 film insieme - I ponti di Madison County
Bette Davis Eyes - J. Edgar
Bollalmanacco di cinema - Mezzanotte nel giardino del bene e del male
Combinazione Casuale - Per un pugno di dollari
Director's cult - Ispettore Callaghan: il caso Scorpio è tuo
Era meglio il libro - Assassinio sull'Eiger
Ho voglia di cinema - Mystic River
Il cinema spiccio - La recluta
In central perk - Invictus
La Fabbrica dei sogni - Million dollar baby
Montecristo - Cacciatore bianco cuore nero
Movies Maniac - Gran Torino
Pensieri Cannibali - Changeling
Scrivenny - Gli spietati
Triccotraccofobia - Un mondo perfetto
Viaggiando (meno) - Fuga da Alcatraz
White Russian Cinema - Space Cowboys
Le maratone di un bradipo cinefilo - Hereafter






lunedì 27 maggio 2013

Take this waltz (2011)

Se il regista non fosse UNA regista direi che questo è uno dei film più maschilisti degli ultimi anni.
Stavo per dire che siamo ancora a Madame Bovary, la fedifraga di due secoli e mezzo fa, però mi sarei sbagliato: Flaubert raccontava l'adulterio senza giudicare mentre  l'impressione che ho avuto qui è che Margot sia un personaggio detestato dalla Polley ( che oltre ad aver diretto il film ha scritto la sceneggiatura).

Ma che ha avrà fatto di male sta povera ragazza?

Margot sposata da cinque anni col pacioccoso Seth Rogen, al pari di una casalinga inquieta di Rovigo,  inizia a guardarsi in giro in cerca di emozioni forti.  Il marito sta scrivendo un libro monografico di ricette sul pollo e lei, pur col tutto il bene che gli vuole, non riesce a trovare molti spunti erotici nella cosa. ( evidentemente non ha visto Killer Joe)

Il destino vuole che il vicino di casa sia un bel tomo artistoide che tira il risciò per guadagnarsi da vivere e dipinge quadretti coi pennarelli. Come resistergli?

Il bello è che nel frattempo ride e scherza tutto il giorno col marito e continua a dirgli ti amo ma quanto ti amo con l'insistenza di una che cerca di accendere un fiammifero bagnato.

Le amiche la avvertono ( "Sometimes I just want something new, new things are shining - New things get old gli rispondono" )

Però il vicino è diabolico e sa come conquistare una donna: la porta alle giostre e gli dice frasi tipo " Ti bacio sulla fronte e poi ti scopo bendata", irresistibile.

Quello che la sventurata non sa è che quel ballo metaforico che deciderà di ballare ovvero il valzer del titolo è un ballo che alla fine ti riporta al punto di partenza. Il Califfo ce lo aveva già insegnato tanti anni fa.

Qui sulle note della canzone di Leonard Coen partono quattro minuti da antologia, quasi un film nel film sul come si consumerà il destino di Margot, una via di mezzo tra il finale di Odissea nello Spazio e la scena di Fantozzi va in pensione in cui prima di finire col culo per terra ottiene quattro segretarie in topless e poltrona in pelle umana.

" -e dopo ti porto a fare un giro sul typhoon"
"-eccoti l'utero"
Applausi per Sarah. Take this waltz è anche un film molto divertente e godibile a differenza di quella porcata autocompiacente di Blue Valentine con cui condivide protagonista e tematiche.

Michelle Williams è mostruosa, in una scena riesce a ridere e a piangere contemporaneamente. Se la piantasse di accettare dei ruoli così detestabili potrebbe diventare la mia attrice preferita.

Seth Rogen inizia il film col suo solito personaggio che si cambia le mutande una volta alla settimana per poi dare un'ottima prova di recitazione drammatica quando esigenze di copione lo costringeranno a togliersi quel sorriso beota dalla faccia.

Un gran film, una sorpresa da parte di una regista più giovane di me (=giovanissima) con una filmografia da attrice di tutto rispetto alle spalle e tra l'altro figa.

E poi in fondo anche se fosse un film maschilista a me che mi frega ? che ci faccia la morale da DC anni 50? forse la Polley ci sta dicendo una cosa, che aveva ragione il compianto Bigas Luna nel suo capolavoro con Valeria Marini: in certi casi alle donne quattro cose bisogna dare.

Che dite? Fatevi sto giro di valzer va