martedì 8 aprile 2014

Lei - Her (2013)


-E le dà soddisfazione?
-Cosa?
-Essere acuto.
-Tanta.
-Continui pure allora... continui pure.


Ho sempre avuto una certa antipatia per i film che si fondano su un'idea brillante e tirano a campare per un'ora e mezza su quell'idea.
Robe tipo servizi del TG costume e società sulle nostre vite attaccate ai cellulari in metropolitana invece che far all'amore in Cinquecento, si ricorda Signò'?

Eppure la capacità di Spike Jonze di tenere in piedi questa storia delicata ai limiti del ridicolo ( e il rischio era forte con Joaquin Phoenix coi baffi e le camicie gialle che si ammazza di seghe)  è nell'universalità del vero messaggio del film.

Non credo che il punto del discorso sia la solita  tirata anti-tecnologica. Her parla di sentimenti in maniera plausibile e sentita come pochi altri, il fatto poi che sia una storia d'amore con una voce sintetizzata passa in secondo piano.

Due parole sul doppiaggio: Cadenza romanesca.

mercoledì 5 febbraio 2014

Dallas Buyers Club (2013)

Quando era piccolo l’Aids non c’era anzi c’era ma ce l’avevano solo i culattoni. Io non sapevo bene cosa fossero questi fantomatici culattoni però. Su Gente scrivevano che Rock Hudson era morto d’Aids, i miei fratelli pronunciavano Ro Cazzon e ridevano. Io non capivo ma nel dubbio ridevo. Poi uscì una pubblicità dove la gente in bianco e nero diventava viola e allora non ridevo più, continuavo a non capire ma avevo paura. Passano gli anni e Magic Johnson si prende il virus però è ricco e non muore, da quel momento in poi di Aids non si muore più. Altra lezione.La cura non si è mai trovata ma adesso l’eroina è da sfigati e i giovani arrivano all’età in cui si prende l’Aids che son già stufi del sesso anale quindi non si ammalano più. Fine.


Dallas Buyers club racconta la storia (vera) di Ron Woodroof che ammalatosi lotta contro quei brutti cattivoni delle compagnie farmaceutiche che vogliono a tutti i costi vendere l’AZT anche se fa male. Lui invece curava tutti con le vitamine.

Se questo è un gran film è grazie ai due protagonisti. Matthew vincerà l’Oscar che notoriamente è dato in base al coefficiente di dimagrimento  ( ( peso iniziale - peso finale) / peso iniziale) anche se a me è piaciuto di più Di Caprio. 

Jared Leto è bravo come sempre.


L’unico lato negativo del film è Jennifer Garner: con quella sua espressione a culo di gallina vi guarda stranita che sembra che se la fissate troppo a lungo vi aspira nel Nulla voi e tutti i vostri parenti e tutto il Cosmo.

giovedì 16 gennaio 2014

12 anni schiavo - 12 years a slave

La storia vera di un povero disgraziato che nell'America schiavista finisce per dodic'anni in una
piantagione è inevitabilmente una cosa toccante.
Oltre a questo però non riesco proprio a capire cosa ci sia di così particolare in questo film da avergli fatto meritare, notizia di oggi, nove nomination all'Oscar.
Certi argomenti evidentemente, lo dico senza amor di polemica, toccano la coscienza americana e son come un vento un poppa.
Però se vogliamo fare un parallelo con quanto aveva fatto nel 99 Benigni con l'Olocausto non c'è davvero paragone.
Lì davvero c'era stato un cambiamento di linguaggio per arrivare a presentare con forza una storia sentita così tante volte da renderci quasi insensibili.

Qui invece al di là del lato tecnico su cui non sono in grado di esprimermi non sono rimasto colpito anzi McQueen emotivamente più presente non mostra quello stile chirurgico che mi era piaciuto così tanto in Shame.

Tant'è, il cinema è fatto anche per raccontare delle storie che devono essere raccontate e comunque Fassbender fa sempre più paura.

mercoledì 15 gennaio 2014

Il capitale umano


L'idiozia delle polemiche che hanno anticipato il film ( "La Brianza non è così!) crea uno strano
effetto di metacinema mentre vediamo i protagonisti consultare La Prealpina.
Il fatto è che il film non esagera per nulla nel rappresentare la società Zampettiana che qui sottratta della sua simpatia ignorante risulta ancor più verosimile.

Poi non necessariamente doveva essere la Brianza, il Varesotto per esempio sarebbe andato benissimo.

Dino borghesuccio arrivista sfrutta le frequentazioni della figlia Serena col bel mondo per tentare il colpaccio con una grossa speculazione.  Ma si sa la finanza l'è na bruta bestia e in più si mettono di mezzo i giovani che quando bevono poi ci scappa il morto.

E' un gran film, bravi tutti soprattutto Bentivoglio viscido, sgradevole, disgustoso. La Bruni Tedeschi proprio non la sopporto ed è bravo Virzì a contenerla ( gli sfugge solo un paio di volte e scatta l'isteria).
Gifuni è una carogna senza fare la macchietta.Matilde Gioli fa il suo porco lavoro, ha un viso Hollywoodiano ed è così gentile da farci vedere le tette giovani e arroganti.

"sono fica ma sono anche complessa"
Se devo trovare qualcosa che non mi ha convinto è solito moralismo un po' ingenuo già presente un po' in tutta la filmografia di Virzì: i poveri sono buoni i ricchi cattivi.
Frasi come " Avete scommesso sulla rovina di questo paese e avete vinto" sembrano scritte apposta per esaltare il commentatore tipo del sito di Repubblica.

mercoledì 8 gennaio 2014

I sogni segreti di Walter Mitty - The Secret Life of Walter Mitty

Walter è un grigio archivista di Life. 
Innamorato di una collega e pieno di rimpianti per una vita che non ha mai vissuto preferisce ripararsi nelle proprie fantasie di rivalsa.
Sarò la ricerca di una particolare fotografia a spingerlo a riprendersi in mano il proprio destino.

Ben Stiller cerca di un uscire dal proprio solito ruolo da deficiente con questo remake di un film del Quarantasette di cui è anche regista.

Il tentativo riesce a metà nel senso che le parti più godibili del film sono proprio quelle in cui gli capitano le peggiori disavventure.

Il film in sé invece mi è piaciuto parecchio. Siamo nelle zone poetiche e paracule di Vita di Pi con in più l’efficace componente comica (discretamente inserita nel contesto della storia).

Manca rispetto al film di Lee la potenza delle immagini pur ricercata con tanti bellissimi panorami esotici. Sono però da segnalare un paio di belle sequenze, quelle in cui il protagonista inizia la propria riscossa, nelle quali Stiller si siede sapientemente sulle spalle di due grandi pezzi di Arcade Fire e Bowie ( ah, a quanto pare Space Oddity è chiamata “Major Tom” anche nell’originale).

Lo schema canzone + scena epica si ripeterà altre volte nel film, tanto da stancare.

Un buon film.

martedì 31 dicembre 2013

Don Jon (2013)


Jon Martello
( che nome fantastico) a forza di consumare porno ha sviluppato delle aspettative nei confronti del sesso che lo mettono in difficoltà a livello sentimentale. Specularmente a lui Barbara rovinata dalle commedie sentimentali si è trasformata da potenziale sogno ad incubo di ogni uomo.

L'esordio alla regia di Joseph Gordon Levitt è un film sorprendente nella sua freschezza, non molto nella sua originalità. Ha un'idea di fondo che sviluppa forse troppo esplicitamente ma con ferma lucidità attacca la società dell'immagine ( la stessa che ha reso milionari tutti i protagonisti del film)

Divertente grazie a personaggi molto caratterizzati e situazioni inevitabilmente spassose: le seghe fanno ridere e anche i tipi che passano molto tempo a pulire il tappeto. 

Un ottimo inizio per l'ex ragazzino prodigio figo-sfigato, quando imparerà ad essere meno diretto e meno intelligente potrà fare davvero centro.

Ah c'è molta Scarlett in abiti aderenti.

Buon Anno a tutti.

martedì 5 novembre 2013

Il gioco di Ender - Ender's game ( 2013)

Certi romanzi, certe storie esauriscono la loro forza nella lettura. Si va al cinema per curiosità .

Ender, un ragazzino scelto tra milioni per comandare la flotta terreste contro gli alieni, vive la propria battaglia prima di tutto dentro di sé, tra odio ed empatia.

Il romanzo è dell'85 e con tutti i soldi che stanno facendo coi Young Adult devono aver deciso che era il caso di proporre questo best seller.
Il problema del film è che cade nell'errore opposto al recente, pessimo, Hobbit. Qui molte delle tematiche che rendevano interessante il libro originale, le tante riflessioni morali e politiche, sono appena accennate o assenti per la necessità/incapacità di condensare il tutto nelle due ore scarse a disposizione.

Il risultato è un filmetto non malvagio, con una bella introduzione, un lungo ed un po' noioso corpo centrale alla scuola ed un breve e spettacolare combattimento finale.
Troppo poco. Un'occasione sprecata che rischia di rovinarvi il libro nel caso non l'abbiate letto.