martedì 5 novembre 2013

Il gioco di Ender - Ender's game ( 2013)

Certi romanzi, certe storie esauriscono la loro forza nella lettura. Si va al cinema per curiosità .

Ender, un ragazzino scelto tra milioni per comandare la flotta terreste contro gli alieni, vive la propria battaglia prima di tutto dentro di sé, tra odio ed empatia.

Il romanzo è dell'85 e con tutti i soldi che stanno facendo coi Young Adult devono aver deciso che era il caso di proporre questo best seller.
Il problema del film è che cade nell'errore opposto al recente, pessimo, Hobbit. Qui molte delle tematiche che rendevano interessante il libro originale, le tante riflessioni morali e politiche, sono appena accennate o assenti per la necessità/incapacità di condensare il tutto nelle due ore scarse a disposizione.

Il risultato è un filmetto non malvagio, con una bella introduzione, un lungo ed un po' noioso corpo centrale alla scuola ed un breve e spettacolare combattimento finale.
Troppo poco. Un'occasione sprecata che rischia di rovinarvi il libro nel caso non l'abbiate letto.

sabato 26 ottobre 2013

Cani sciolti - 2 Guns

Il solito buddy movie, due tipi che uniti per uno strano destino si ritrovano a combattere contro tutto e contro
tutti con un po' di figa e tante esplosioni.

Quasi imbarazzante e fine a se stesso il citazionismo del primo Tarantino, non tanto in alcune scene ( le chiacchiere sulla mancia alla tavola calda) quanto nel tentativo fallito di scrivere dialoghi sul nulla eppure corrosivi e brillanti. 

Wahlberg e Washington, molto a loro agio in ruoli che più o meno hanno già recitato una decina di volte, inseriscono il pilota automatico e portano a casa la sufficienza.

Mi ha colpito una cosa in sala: certe battute che anni fa avrebbe sfatto spanzare il pubblico pagante non riuscivano a strappare più di una  risatina. Segno che anche il pubblico, non solo il cinema popolare, si è evoluto nei venticinque anni che ci separano dal primo Arma Letale.

Eppure, con tutte le sue limitazioni - soprattutto una certa puzza di vecchio- è un'ora e mezza di intrattenimento che letteralmente vola. Quindi in questo senso è un film riuscito.

sabato 5 ottobre 2013

Gravity (2013)

In orbita intorno alla terra un'astronauta ( nel senso di una astronautessa) lotta per sopravvivere ai
postumi di un incidente.

Sono andato a vedere Gravity dopo aver sentito pareri di critici, blogger grandi e piccoli, inviati gay di studio aperto e pure Vincenzo Mollica tutti entusiasti, gasati, capolavoro! OMG!!
Mi aspettavo quindi qualcosa di epico, uno di quei lavori inappuntabili e gloriosi, nati classici tipo Space Truckers...

Purtroppo al termine della  visione posso solo dire che Gravity è un gran bel film, nulla di più.
Un film perfetto esteticamente con un feeling documentaristico ed un uso sobrio e sensato del 3D ( vi consiglio di guardarlo in 3D io che dopo un film in 3D devo prendermi 25 gocce di Novalgina) però manca qualcosa. Uno non in grado di esprimersi bene direbbe che è un film freddo e a volte ingenuo. Un po' artsy nell'espressione del sempre lucido urban dictionary ( in una scena che puzzava di Kubrik Lei fluttua in posizione fetale e mi son sentito preso per un cretino).
La Bullock sta invecchiando benissimo ed è sorprende in un ruolo da novella Sigourney Weaver. Potrebbe essersi aperto per lei un filone alternativo alle commedie vaginali.
George invece gigioneggia come fosse una pubblicità del Nespresso.

Un ultima critica: sarà una mia deformazione professionale da nerd ma un film che si mette il nome Gravity e viola così sfrontatamente e ripetutamente le leggi più fondamentali della fisica ha una mancanza di rigorosità paragonabile ad un film storico che sbaglia le date per far tornare i conti nella sceneggiatura.

Ho parlato solo delle cose negative per quelle positive ( che sono tantissime) potrete leggervi il 99% di tutte le altre recensioni che troverete su internet.
...sulla vite svitata in senso orario stavo per uscire dalla sala.

martedì 10 settembre 2013

Love BiteS (Serie TV 2012)

L'altra settimana avevo un bisogno impellente di scaricare una commedia sentimentale.
Per la ricerca mi rivolsi come di consueto al quartierino di blogger specializzati che frequento. In particolare il buon Cannibale mi aveva indirizzato ad un certo Love Bite che sembrava non troppo impegnativo per quel paio di neuroni che avevo a disposizione al momento.

Cazo volle che la mia consueta frenesia nel digitare abbinata ad un calo di memoria ormai inarrestabile mi portarono a cercare il torrent di "Love BiteS", con una s di troppo.

Mi trovai quindi poco dopo sull'hard disk otto puntate di una serie TV invece di un unico, bellissimo, film.

Decisi comunque di dargli una possibilità incuriosito dalla coincidenza e già pregustando di scriverne una recensione con un godibilissimo incipit...


Love bites è una serie televisiva antologica come recita wikipedia ( e anche oggi abbiamo imparato una cosa nuova). In pratica al tempo delle riprese la protagonista rimase incinta e non potendo dare piena disponibilità costrinse la produzione a cambiare piani.

Gli episodi vennero riscritti: ognuno, diviso in tre parti, porta avanti in parallelo le storie di diversi protagonisti contornati da personaggi ricorsivi.

Le dinamiche di coppia sono l'argomento principale. Il tono è molto leggero e brillante e nel complesso è la
scrittura il punto di forza di questo prodotto che risulta essere in un certo senso anomalo (e infatti non è stata confermata una seconda stagione)

Gli attori hanno volti già visti, tutti seconde file di altre serie: Greg Grunberg (Heroes, Alias,Felicity), Becki Newton ( Ugly Betty, HIMYM) quelli che spiccano.

Una vera sorpresa, televisivamente parlando una delle cose migliori che ho visto in questa stagione.

Ora aggiungo sempre una S quando cerco qualcosa.

martedì 3 settembre 2013

I maghi del crimine - Now you see me (2013)

Mi piace essere sintetico ma non lo sarò mai quanto i traduttori italiani per cui il titolo deve forzatamente diventare una simpatica sinossi.

Farò del mio meglio però:

Quattro maghi dalle diverse abilità sono riuniti da un personaggio misterioso con la finalità di portare a termine il colpo del secolo. Si metteranno sulle loro tracce un burbero ispettore dell'FBI e un' incantevole e inesperta poliziotta dell'Interpol.

Portare i giochi di prestigio al cinema non ha molto senso. Sappiamo tutti che basta fermare la telecamera e infilare il coniglio nel cappello per fregare tutti. Nolan lo ha fatto però e con risultati eccellenti quindi Louis Leterrier ( quello di Transporter e Danny the Dog)  deve essersi detto che si può fare.
Confesso di essermi messo a guardare questo film principalmente per la presenza di Mélanie Laurent aspettandomi un'idiozia invece il risultato è un divertentissimo heist movie.
Né i personaggi né la trama mi hanno particolarmente esaltato per la verità: poco sviluppati i primi ( un cast esagerato, troppi protagonisti) e banalotta la seconda (la storiella d'amore poi è totalmente inutile).

E' bravo Leterrier nel dare al film il ritmo giusto per noi stancare anche noi spettatore cinici ed annoiati.
Una sorpresa.


P.S.1
Ho scritto che non ha molto senso fare un film sui giochi di prestigio ma in effetti questo non lo è, è un film su dei prestigiatori. Volevo però attaccare quelli che si esaltano davanti ai video su Youtube di personaggi tipo Dynamo.

P.S.2

Se avete amato The Prestige leggetevi il libro da cui è stato tratto (l'autore è Christopher Priest, lo stesso che ha scritto Existenz).Non sarà Delitto e Castigo ma la storia degli Illusionisti Borden e Angier è sviluppata con un respiro che meriterebbe una miniserie in grande stile
Nolan l'aveva ridotta e modificata per le proprie esigenze con grande fatica.
Già che ci sono vi lascio con una bella frase trovata su Wikipedia dello stesso regista

"Il regista, ancora più che il romanziere è molto simile ad un mago nel modo in cui scegliamo di rivelare le informazioni, cosa dire al pubblico e quando il punto di vista in cui trasciniamo la platea. Usiamo queste tecniche per ingannare il pubblico, per trascinarlo in vari vicoli ciechi e false piste e via dicendo, e infine speriamo a una conclusione narrativa soddisfacente"

P.S.3

Per quanto riguarda The Prestige non era meglio il libro

venerdì 30 agosto 2013

Una vita esagerata - A Life Less Ordinary (1997)





Questo film mi ha fatto una strana impressione perché il 1997 nel mio immaginario è l'altro ieri invece
guardandolo  mi è sembrato che non fossero passati sedic'anni ma una trentina.
Quelle giacche non me le ricordavo con tutte quelle spalline, la vita dei pantaloni a livello sovraombelicale, le donne coi capelli laccati e gli uomini col caschetto. E poi quella musica Drum and bass, che mi ricordavo come il suono del futuro, poco più che uno stunz stunz lamentoso.

Passa il tempo!

Vabbé, la trama:

Due angeli-cupìdi devono riuscire nell'impresa disperata di far innamorare Robert e Celine.
Robert è uno spazzino aspirante scrittore che una volta licenziato decide di rapire l'annoiata Celine, la figlia del proprio megaboss.
Il problema è che la ragazza è molto più sveglia di lui e presto prenderà in mano la situazione. Come due burattinai gli angeli manovreranno perché l'amore trionfi.

Il fatto che non avessi ancora visto 'sto film nonostante Danny Boyle sia uno dei miei registi preferiti significherà qualcosa?

E' un road movie messo giù coi toni della commedia brillante e purtroppo è un film inutile e noioso. Il montaggio voleva essere veloce ma risulta invece confusionario, la trama è slegata, i personaggi abbozzati.
Addirittura anche l'uso delle musiche,aspetto che Boyle solitamente cura con particolare attenzione, è goffo (la bellissima Leave dei REM è messa li a caso).

Si salvano gli attori in particolare Cameron Diaz, la festeggiata, che qui arrivava dal successo del Matrimonio del mio migliore amico e con piacere rivediamo bella come era, forse un po' di più.

Anni Novanta anche nei Banner ;)

Questo post è solo uno tra quelli della combriccola di blogger che oggi festeggiano il Cameron Diaz Day



Eccovi gli altri:

Movies Maniac
Scrivenny
Recensioni Ribelli
Era meglio il libro
Director's cult
Pensieri cannibali
Bollalmanacco
Coocking Movies
Montecristo

e auguri Cameron!


martedì 27 agosto 2013

Quell'idiota di nostro fratello - Our idiot brother (2011)

Una commedia costruita su una struttura fin troppo collaudata che riesce a divertire nonostante qualche evidente limite.

Le vite di tre donne newyorkesi, bloccate dall'ipocrisia e dal cinismo in una malcelata infelicità, vengono sconvolte dall'arrivo di Ned, il fratello campagnolo, l'idiota del titolo.

Paul Rudd prosegue nel suo, diciamo, approfondimento della figura del 30/40 enne con la sindrome di Peter Pan ed è qui a suo agio nel portare in scena questa specie di Adriano Celentano di certe commedie travestito da Drugo Lebowski.

Ned è un idiota nella sua accezione dostoevskiana  ma è anche un po' proprio un deficiente. La forza comica del film sta qui, nelle situazioni imbarazzanti che il candore di Ned provoca e nei guai in un cui si mette per la propria inadeguatezza alla vita urbana.

Tanti bravi attori tra cui Zooey Deschanel come sempre nel ruolo di se stessa ( leggetivi questo bell'articolo su Rivista Studio).

Qualche momento morto ed un risultato non proprio organico eppure il film è piacevole e merita di essere visto.