venerdì 22 febbraio 2013

ParaNorman (2012)

Norman è il classico bambino americano introverso che ci siamo abituati a vedere maltrattato dalla società.
In questo caso la sua diversità è aggravata dal fatto che vede la gente morta, cani compresi.
A casa l'unico vero punto di riferimento è la nonna (anzi il fantasma della nonna) infatti il padre sperava diventasse un quarterback, la sorella è la cheerleader che disprezza i non analfabeti e la madre è una casalinga che ha il terrore di presentare in tavola gli spaghetti scotti.

Vittima dei bullies a scuola il suo unico amico è un bambino  ciccione coi capelli rossi e le mani sudate.

Sarà però  il destino a traformarlo in un eroe. Sulla sua città grava da secoli la maledizione di una strega mandata a suo tempo al rogo e desiderosa di vendicarsi dei bifolchi che l'avevano bruciata.
Norman prenderà la situazione di petto e in un ora e mezza avrà messo tutto a posto.

Come vedete non c'è nulla di nuovo sotto il sole ( o la luna in questo caso).
Da metà film però il regista smette di limitarsi a citare i classici del genere e punta a capovolgerne gli stereotipi facendo in modo che gli eventi prendano una piega inattesa.

A quel punto tutto diventa molto divertente tanto che alla fine ci si affeziona a questa banda di personaggi scoppiatissimi.

Chris Butler all'esordio come regista era stato tra i disegnatori de La sposa Cadavere qui però lo stile grafico che mi è più venuto in mente sono gli episodi "moderni" di Monkey Island ( dal terzo in poi diciamo).

Infatti il giudice, nella versione putrefatta, è quasi uguale al pirata Le Chuck (anch'esso nella versione putrefatta).

Un ultimo appunto positivo: sappiate che tutto migliora se mentre lo guardate pensate che tra i doppiatori c'è Anna Kendrick.

2 commenti:

  1. Per me un mezzo capolavoro. La psicologia di base l'ho trovata davvero profonda.

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