mercoledì 20 febbraio 2013

...E ora parliamo di Kevin - We Need to Talk About Kevin (2011)

Eva è una Tilda Swinton incapace di crescere il proprio figlio.

Come già visto in passato con titoli come 21 grammi o Traffic la narrazione di questo film procede non linearmente tra passato e presente.
E' necessario (lo è stato per me) non cercare di capire tutto subito e lasciare che gli eventi e le immagini sedimentassero un po' nella mente per comprendere ciò che viene svelato solo nella parte finale

Ero arrivato volutamente a questo film senza sapere bene che cosa aspettarmi e lo consiglio anche a voi, cercherò di evitare spoiler.


Il titolo "We need to talk about Kevin" è una raccomandazione che si rivolge ad Eva ( o anche a noi) : è proprio il caso che parliamo di Kevin perché c'è un problema e se non lo affrontiamo questo problema ci esploderà in faccia.

Vediamo Eva affondare in espressioni di sempre più cupa disperazione di fronte ai suoi quotidiani insuccessi mentre il figlio diventa un adolescente disturbato e sinistro.
Il racconto salta tra le fasi della vita di Kevin (Ezra Miller).
Un'alternanza temporale che (mi piace vederla così)  è un'alternanza etica tra cause ed effetti. Madre e figlio condividono le responsabilità di ciò che fin dalla prima scena capiamo accadrà

Una storia angosciante che si illumina nel finale nel quale, nonostante tutto, si intravede una speranza di redenzione. Un'ottima chiusura.

Bravo Ezra Miller a far le facce da cattivo . Tilda Swinton è addirittuare gigantesca, non riesco ad immaginarmi nessun'altra attrice (anche perché in generale tutte troppo belle)  in grado interpretare questo ruolo con la stessa efficacia.

Bello ma se cercate intrattenimento leggero e spensieratezza non è il film giusto.

4 commenti:

  1. concordo: bel film, magnificamente recitato (non lo dico solo perché sono un FAN di Tilda)
    però, DIO CHE TRISTEZZA!!!
    adatto alla quaresima

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    1. si triste ma **** SPOILER ****** l'abbraccio finale mi è piaciuto moltissimo perché ha cambiato completamente la prospettiva in un certo senso nichilista del film. tutti quei morti sono serviti a far riavvicinare madre e figlio.

      certo se andavano Da Maria defilippi come fan tutti era meno traumatico ;)

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  2. Non riuscirò mai a riprendermi da questo film. Un pugno allo stomaco tanto magnifico quanto terrorizzante.

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    1. si ogni tanto un film così ci vuole

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